Vogliamo un nuovo bando per il parco delle sorgenti

Dopo l'abbandono della Fondazione per la cultura rurale

L'associazione ambientalista "Dueville+Verde" all'attacco per cercare di ottenere «maggiore tutela dell'oasi»

«Crediamo sia arrivato il tempo di pensare a un'altra tipologia di bando di gara, che punti a valorizzare il parco per quello che è cioè un'area di inestimabile valore ambientale, una piccola e preziosa oasi verde al centro di un territorio fortemente urbanizzato come l'Alto Vicentino». Sono le considerazioni dell'associazione ambientalista "Dueville+Verde" arrivate dopo la comunicazione della Fondazione per la cultura rurale che qualche settimana fa ha deciso di abbandonare la gestione del parco delle Sorgenti del Bacchiglione. «In questi ultimi tre anni abbiamo seguito il tortuoso percorso amministrativo che, a partire dall'acquisizione dell'area da parte della Provincia nel 2009, ha portato all'assegnazione della gestione a un'associazione legata al mondo venatorio. In questi sei anni l'area non è mai stata resa fruibile per la popolazione - spiega Luca Marcazzan, componente del gruppo duevillese - L'idea di utilizzare l'area per creare l'ennesimo laghetto di pesca o per l'allevamento nelle vasche non può essere sostenibile se non a costo di un impatto ecologico negativo sull'area stessa. E la convenzione temporanea fatta con l'associazione "Bacino Pesca Zona B" non ci convince perché sembra indicare la volontà di proseguire nella stessa direzione. Auspichiamo pertanto che il nuovo bando per la gestione venga elaborato nell'ottica di consentire la partecipazione di tutti i portatori di interesse sensibili alla protezione del Bosco di Dueville, affinché vengano valorizzate e preservate come obiettivo primario le sue peculiarità naturalistiche. Nel caso la tutela non venisse perseguita, continueremo a far sentire la nostra voce e a batterci contro un utilizzo improprio e deviato di quest'area naturalistica così preziosa».Anche per l'ex europarlamentare Andrea Zanoni, che fino al 2014 ha seguito in prima persona la vicenda del bosco, «non si può che auspicare la redazione di un nuovo bando di gestione dell'area, affinché siano concretamente realizzati quegli impegni a cui la comunità europea vincolava la concessione dei finanziamenti elargiti».

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