Violenza sessuale, resta in cella

DUEVILLE. Il 50enne Essaady rigetta ogni accusa in merito al fatto denunciato da una 17enne

«Mai toccata, l'ho solo salutata»

Dopo l'interrogatorio di garanzia il gip Gerace ha convalidato il fermo

Resta in carcere Abdelmalek Essaady, il 50enne accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne di Dueville. Lo ha deciso il gip Massimo Gerace che ieri mattina, al termine dell'interrogatorio di convalida del fermo, ha confermato la misura della custodia cautelare nel penitenziario berico, dove il cittadino marocchino si trova detenuto dallo scorso sabato. "Rischio concreto di fuga e di reiterazione del reato": queste le motivazioni del giudice per le indagini preliminari alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri della tenenza di Dueville e di un precedente specifico, risalente a tre anni fa, per violenza privata.Il nordafricano aveva infatti già dimostrato tendenze violente nei confronti di un'altra ragazza, anch'essa minorenne, all'epoca dei fatti strattonata per un braccio.Nell'ultimo caso che lo vede coinvolto invece e per il quale è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria lo scorso 17 settembre, Essaady avrebbe aggredito sessualmente una 17enne mentre, nella tarda mattinata di sabato 10 settembre, passeggiava lungo via Corvo a Dueville. L'uomo, che di mestiere fa l'imbianchino, l'avrebbe avvicinata e, secondo quanto denunciato dalla minore ai carabinieri, l'avrebbe ripetutamente palpeggiata cercando di baciarla, trattenendola in una presa.Una versione questa che il cinquantenne, difeso dall'avvocato Laura Danieli, nega categoricamente: «Non l'ho toccata, l'ho avvicinata in modo affettuoso, solo per salutarla, come faccio sempre», avrebbe detto spiegando di «conoscere i genitori della giovane e di averla per questo incontrata più volte». Il quadro tracciato da Essaady, smentito dalla famiglia della 17enne, non è stato però sufficiente a convincere il gip che ha dunque convalidato il fermo. L'uomo non avrebbe comunque potuto beneficiare di una misura più lieve, come ad esempio gli arresti domiciliari: ufficialmente, infatti, è senza fissa dimora. Prosegue intanto il lavoro degli inquirenti per capire se il nordafricano possa essere coinvolto in eventuali altri episodi di violenza sessuale denunciati negli ultimi tempi in zona. A Villaverla era stato segnalato un altro caso, con protagonista sempre un'adolescente, di 16 anni, ad agosto. Aveva raccontato di essere stata avvicinata e molestata da un uomo mentre camminava, di pomeriggio, in via Roare, a pochi passi da villa Ghellini. Una testimonianza simile a quella della 17enne duevillese se non fosse che, nell'identikit fornito dalla vittima di Villaverla, l'aggressore risulterebbe un ragazzo giovane, poco più che ventenne. Quindi un'altra storia.

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