Vicenza-Dueville Quattro mesi per la lettera Inps

LA STORIA. Residente a Povolaro, attendeva da agosto la missiva
La busta conteneva documentazione sulla pensione della moglie morta un anno fa e reca la data estiva «Se fosse stato un pagamento sarei andato in mora

Diego Neri Luciano Stefani l'ha presa in ridere: «C'è tanto traffico lungo la Marosticana», la strada che collega Vicenza a Dueville. Una lettera, spedita dalla città a fine agosto, gli è stata recapitata a casa, a Povolaro, solo qualche giorno fa. ircaquattro mesi per percorrere 10 chilometri: quasi un record. I DOCUMENTI. La missiva, che reca la data del 24 agosto, conteneva documentazione relativa a dei ratei pensionistici della moglie di Stefani, poliziotto in pensione da qualche anno che ora si diverte a fare il nonno e a girare il mondo in moto, dopo aver passato una vita a combattere i criminali al servizio della Squadra mobile della questura. La moglie è mancata lo scorso anno e qualche mese fa l'uomo ha ricevuto sul suo conto corrente una cifra della quale non trovava giustificazione. «Mi sono chiesto più volte di che somma si trattasse, ma visto che non si trattava di spese ma di entrate non ci ho dato troppo peso», scherza. Sapeva che la cifra proveniva dall'Inps e attendeva una comunicazione. LA LETTERA. Il postino gli ha recapitato la lettera qualche giorno fa. Stefani l'ha aperta ed ha compreso che si trattava dei documenti che aspettava. Aveva letto la notizia, su questo Giornale, della busta che ha impiegato settimane per percorrere 500 metri ed ha compreso che quel caso non era isolato; la sua ci aveva messo quasi 120 giorni per quei 10 chilometri che separano la città da Povolaro, la frazione di Dueville. SPIEGAZIONI. Stefani si recato agli sportelli dell'Inps di Vicenza dove gli hanno spiegato come procedere. In precedenza, aveva cercato di arrangiarsi sul sito internet dell'Istituto di previdenza, ma senza successo. «Non sono però riusciti a dirmi nulla sul ritardo della consegna della lettera, che evidentemente però dipende dalle Poste e non dall'Inps». IL SERVIZIO. «Oggi il postino passa nel mio quartiere a Povolaro non più tutti i giorni, a meno che non vi siano raccomandate, ma di solito ogni altro giorno - racconta il pensionato -. È accaduto peraltro che siano trascorsi diversi giorni senza ricevere posta: succede quando il dipendente si ammala o va in ferie. Per quanto riguarda la lettera dell'Inps, non ho idea di dove possa essersi fermata quella busta: quattro mesi sono effettivamente troppi. Generalmente viene prima inviata a Padova e poi smistata a seconda della destinazione. Quello che è certo che è fortunatamente non ho patito conseguenze serie dal ritardo. Se si fosse trattato di una bolletta o di qualche altro pagamento sarebbero stati guai, perché sarei andato in mora o poi avrei dovuto cercare giustificazioni altrove. Oggi, purtroppo, il servizio postale non è più quello di qualche anno fa, e questa vicenda lo dimostra».

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