Veterinario e farmacista imbottigliano ironia: producono il Cabaret e lo Spino

IL VINO. Due professionisti di 36 e 37 anni coltivano tre ettari fra Mason e Fara

L´azienda chiamata “Moralizzatore” un po´ sul serio e un po´ per scherzo: puntano tutto sui metodi naturali

Il Moralizzatore: strano nome per un´azienda che produce vino. A capo della quale ci si immagina un canuto signore dal piglio asburgico e dagli occhiali spessi che - codice alla mano - fustiga e stigmatizza costumi e soprattutto scostumati. Poi, quando si legge che il nome del cabernet di produzione viene modificato in Cabaret, si capisce che integrità e ironia giocano almeno alla pari, dando vita a un connubio assai inconsueto. «Ci siamo dati questo nome non tanto perché ci sentiamo custodi di una verità - afferma Andrea Dalla Grana, socio dell´azienda assieme a Enrico Frisone - quanto perché sentiamo addosso la responsabilità di voler realizzare vini digeribili, naturali ed eleganti, seguendo le orme di produttori come Angiolino Maule che hanno creduto nelle potenzialità dei vini naturali. Nella nostra cantina, la chimica è limitata al solo utilizzo di rame e zolfo e il lavoro manuale in vigna è la parte preponderante.»
Singolari anche in questo, Andrea ed Enrico, considerando che l´uno è farmacista, l´altro veterinario e con la chimica hanno a che fare tutti i giorni. «È proprio perché conosciamo la chimica, che abbiamo voluto percorrere altre strade - prosegue Dalla Grana - strade che vogliamo caratterizzare da serietà e rigore, pur restando quella della produzione vinicola una passione, non una professione. Ma siamo anche convinti che in ogni percorso di vita o di lavoro l´ironia non debba mai mancare: ecco perché il nostro cabernet si chiama Cabaret e il nostro pinot nero è diventato Spino. Del resto il vino è anche leggerezza, divertimento, convivialità.»
L´azienda nasce nel 2010 e si estende su tre ettari di terreno argilloso e calcareo nei Comuni di Mason (cabernet sauvignon) e di Fara (pinot nero, vespaiola e cabernet sauvignon). Loro sono di Cittadella e l´azienda ha sede legale a Carmignano.
Circa 3500 le bottiglie prodotte annualmente di Cabaret e Spino, entrambi affinati in barriques, cui tra poco si aggiungerà anche un Vespaiolo sur lie. Giovani (36 anni l´uno, 37 l´altro), determinati e un po´ sbarazzini, i due amici d´infanzia curano personalmente, dalla a alla zeta, tutti i processi produttivi e non intendono allargare oltre le dimensioni dell´azienda. «Noi crediamo nella qualità: quindi è meglio un diamante o venti orologi che insieme fanno il valore di un diamante? Sicuramente il diamante - semplifica Dalla Grana - Perciò quello che ha noi interessa è curare e sviluppare ancor di più la qualità del nostro vino senza lasciarci sedurre da mire espansionistiche che farebbero perdere di vista la bontà del prodotto.» La metafora è semplice ma efficace. Un piccola mira espansionistica però i due soci ce l´hanno: conquistare il mercato estero.
«Finora le nostre bottiglie sono distribuite per lo più nel territorio regionale, ma ci piacerebbe testare anche il mercato estero. Secondo noi il made in Italy è più apprezzato all´estero che in patria e il mercato italiano in questo momento non ci sembra particolarmente vivace.»
L´avventura del farmacista e del veterinario è appena cominciata. Altri mondi da moralizzare con le armi dell´ironia si stagliano all´orizzonte.

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