Venezuela, emergenza totale «E chi protesta va in prigione»

IL PERSONAGGIO. Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas, è stata ospite a Dueville

«Mio padre è stato arrestato senza presentare alcuna prova»

La crisi umanitaria nel Venezuela, che senza farmaci ha superato drammatiche soglie come gli 11 mila neonati deceduti nell'ultimo anno, la mortalità materna aumentata del 65 per cento oltre alle 136 mila persone morte a causa della malaria, una malattia che in passato era stata debellata nel paese sudamericano e che ora è tornata a mietere vittime. Ma anche la fame, l'inflazione dell'800 per cento, le violenze del regime di Maduro, i manifestanti e gli oppositori morti, uno al giorno da quando le proteste pacifiche sono iniziate ad aprile. Una situazione drammatica che nonostante tutto non toglie il sorriso dai raggianti e speranzosi volti degli uomini, ma soprattutto delle donne venezuelane. A testimonianza di ciò domenica sera il Busnelli Giardino Magico di Dueville ha ospitato l'incontro dal titolo "La mujer venezolana - La donna venezuelana", appuntamento organizzato dalla commissione pari opportunità del Comune per raccontare la cultura e le tradizioni, il ruolo della donna nel paese sudamericano, ma anche per discutere della complicata situazione politica e umanitaria che lo affligge. Durante la serata è intervenuta Vanessa Ledezma, la figlia di Antonio José Ledezma Dìaz ovvero il sindaco attualmente in carica di Caracas, arrestato perché oppositore politico del regime di Nicolàs Maduro. «Chi sono le venezuelane? Sono donne combattenti, audaci guerriere con forza e passione. La nostra vita ha iniziato a cambiare nel 1992 con il colpo di stato di Ugo Chàvez. La mia vita è cambiata totalmente il 19 febbraio del 2015: 29 mesi fa un drappello della polizia ha fatto irruzione nell'ufficio di mio padre, arrestandolo senza avere un mandato - ha raccontato Vanessa Ledezma che da diversi anni vive a Modena -. È la seconda figura politica più votata in paese e rischia 26 anni di carcere perché il regime di Maduro lo ritiene colpevole, senza presentare nessuna prova, di cospirazione e associazione a delinquere». Dopo cinque mesi di reclusione nel carcere di massima sicurezza di Ramo Verde, Ledezma ha subito un urgente intervento chirurgico a seguito del quale gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. «Può parlare solo con pochi famigliari ed è sottoposto a continui controlli. All'esterno del suo appartamento ci sono guardie come davanti all'ascensore o attorno al palazzo in cui vive. Mio padre non può nemmeno affacciarsi alla finestra e gli è stato reso impossibile comunicare con l'esterno - continua la figlia -. L'ho visto per l'ultima volta due anni fa: ha conosciuto la sua nipotina in carcere». «Se ora tornassi in Venezuela? Sicuramente mi imprigionerebbero - aggiunge Vanessa Ledezma -. Chiunque abbia espresso un'opinione contraria al regime è stato incarcerato, come testimoniano gli oltre 390 prigionieri politici. Da tre mesi, però, tutti i venezuelani sono scesi in piazza pacificamente per chiedere la libertà. Da aprile la repressione è stata brutale con più di 90 morti e oltre 3 mila arresti. Nonostante ciò, il 90 per cento della popolazione rifiuta il regime di Maduro». Le richieste che Vanessa Ledezma avanza assieme ad altri milioni di venezuelani sono chiare: «Chiediamo che i prigionieri politici siano liberati, che venga aperto un canale umanitario per l'ingresso nel paese di alimenti e medicinali e che vengano indette delle elezioni libere: denunceremo le violenze del regime al tribunale dell'Aja - dichiara la donna -. Chi dice la propria opinione rischia la vita: nonostante ciò le persone scendono in piazza tutti i giorni pacificamente, con gli studenti che si sono creati degli scudi di cartone per proteggersi dai lacrimogeni e dai proiettili di gomma sparati dalla polizia. Non si può nascondere il sole con un dito - conclude - così come Maduro non può fermare le richieste di pace e libertà del popolo venezuelano».


Marco Billo
Tagged under: Busnelli venezuela

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.