Va al "Mozart dei fornelli" il Premio Eleganza Pozzan

IL RICONOSCIMENTO. Massimiliano Alajmo alle "Due Spade" di Sandrigo

Un menu tradizione per celebrare uno dei più grandi cuochi al mondo, con lo spiedo e la "polenta onta"

È stato festeggiato con un menu tutto centrato sulla tradizione - dalla zuppa di verze con salsiccia sino allo spiedo misto con polenta onta - il cuoco Massimiliano Alajmo, tre stelle Michelin, contitolare con il fratello Raffaele de "Le Calandre" a Sarmeola di Rubano che è stato insignito del Premio Eleganza intitolato a Luigi "Gino" Pozzan, padre di Giovanni, attuale titolare della trattoria "Due Spade" a Sandrigo. Il premio gli è stato consegnato dalla famiglia Pozzan: Massimiliano Alajmo ha ricevuto il piatto da Patrizia, moglie di Giovanni, presenti un centinaio di amici nella serata allestita alle "Due Spade". Il presidente della giuria, Claudio Pasqualin, prendendo la parola ha ricordato le qualità di Massimiliano, come uomo e come persona, che lo hanno reso candidato ideale per il premio. «Il premio eleganza Gino Pozzan - scrive il giornalista Francesco Provenzano, membro della giuria del premio - è dedicato a un autentico gigante, dei fornelli ma non solo, per la sua simpatia e la serie infinita di storie e aneddoti, testimonianze del passato che conservava nella sua memoria prodigiosa e rendeva coloriti e vivi nei racconti come se fossero avvenuti il giorno prima».Quarantuno anni, padovano, sposato, padre di tre figli, Massimiliano Alajmo è uno dei più importanti cuochi in Italia e nel mondo. È stato il più giovane cuoco nella storia a ottenere il massimo riconoscimento della gastronomia, le tre stelle della Guida Michelin, a soli ventotto anni. Assieme al fratello Raffaele, ha portato il loro ristorante "Le Calandre" a Sarmeola di Rubano (Padova), ad essere uno dei principali in Italia; il locale da dieci anni fa parte della lista dei cinquanta migliori ristoranti al mondo.Definito "il Mozart dei fornelli" Massimiliano basa la sua ricerca sui concetti di leggerezza, profondità di sapori e fluidità, da intendere come rispetto degli ingredienti e armonia complessiva del piatto. La sua cifra stilistica è l'ironia; ama ricordare, per esempio, che Gusto e Gioco non hanno solo l'iniziale in comune. Per lui la cucina è tornare bambini: al posto del nome sulla divisa bianca ha, infatti, il disegno di un bimbo con una padella in mano.

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