Una scoperta sorprendente quel cabernet di Pezzalunga

IL VINO. È prodotto da una piccola e curiosa azienda a Brendola

La filosofia produttiva è semplice: lasciar fare alla natura. Niente chimica e rifiuta l´irrigazione

Due terre: una rossa lavica, una marrone calcarea. Due sole etichette, immutati i propositi: lasciar fare alla natura. Su due ettari di terra, lunghi e stretti tanto da sembrare un rettangolo - da qui il nome dell´azienda “Pezzalunga” - sulle colline di Brendola, in località Monterosso, Gampietro Acco coltiva viti di Cabernet e Merlot secondo una filosofia non tanto biologica ma naturale.
Lui è un autodidatta, figlio d´arte: il vino lo faceva già il papà Giuseppe, che lo vendeva sfuso mezzo secolo fa. Fino ai vent´anni anche Giampietro ha seguito le vigne per poi passare a tutt´altro: commercializzazione - e un tempo, nel distretto di Sassuolo, anche la produzione - di piastrelle e arredi per il bagno, attività che costituisce tutt´oggi la sua principale occupazione.
Con una vocazione per così dire “di ritorno” a 62 anni ha ripreso ad occuparsi delle vigne: «Quelle attuali hanno 12 anni e sorgono su una piana a 133 metri dal livello del mare, particolarmente fertile e ben esposta».
Ha scelto di intervenire sul campo il meno possibile: rifiuta la chimica e perfino l´irrigazione, adopera solo solfato di rame per mantenere sana la vite e culture erbacee - il cosiddetto sovescio - per una concimazione naturale della terra. Pratica la scacchiatura a mano, ovvero elimina i germogli privi di grappoli “per mantenere nel tralcio l´equilibrio fogliare”, per far sì cioè che aria e sole accarezzino i grappoli buoni.
La vendemmia è sempre tardiva, a metà ottobre: il Cabernet e il Merlot, nella proporzione canonica del 60 e 40 per cento, vengono mescolati insieme già nella macerazione. L´ uvaggio dà vita nella versione base al “Due terre” e nella versione riserva al “Rosso Santiago”, dal nome del figlio di quattro anni: un vino che riposa da 18 a 24 mesi in barrique di rovere francese di secondo passaggio.
La filosofia di “lasciar fare alla natura” dà origine a vini che rispecchiano fedelmente l´andamento climatico e le differenze fra le stagioni e si differenziano anche notevolmente l´uno dall´altro: si va, per lo stesso vino, dai 16 gradi della vendemmia 2011, stagione molto secca, ai 13 della stagione 2013. Piccolo e piacevole segno di identità comune dei vini è il profumo di marasche selvatiche, che crescono in abbondanza nei terreni accanto alle vigne.
Pezzalunga è uno di quei casi in cui il vino buono sta nella botte piccola: la produzione dell´azienda è di appena 4.000 bottiglie che sono praticamente tutte prenotate e prendono anche la via di Francia e Germania dove Acco ha

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