Un viaggio nel tempo del disastro nucleare

Inaugurata ieri la mostra su Chernobyl all'ex elementare

Ricreata l'atmosfera del gelido inverno ucraino. In due ore 150 visitatori, aperta fino al 28 maggio

Maschere a gas, scuole e palazzoni deserti, giostrine in un parco giochi abbandonato, le anomalie genetiche causate dalle radiazioni, e tante foglie morte per terra e la neve del rigido inverno ucraino. È lo scenario che offre "Il silenzio assordante di Chernobyl", l'esposizione curata dall'associazione "I Luoghi dell'Abbandono", allestita nell'ex scuola elementare, inaugurata ieri pomeriggio. Con duecento foto esposte su un'area di 1750 metri quadrati, la mostra si sviluppa in 15 aule della struttura di via San Giovanni Bosco. «Questo lavoro trasmette le sensazioni vissute all'epoca, permette di vivere parte di quei momenti e di quelle esperienze», ha commentato il vicesindaco Davide Zorzo, presente al taglio del nastro con il sindaco e l'assessore al sociale di Isola Vicentina, Francesco Enrico Gonzo e Denise Dacchioni. I due Comuni hanno organizzato assieme la rassegna Eticamente che comprende l'esposizione. «È una mostra che aiuta ad immedesimarsi e che, in un'epoca in cui tutto è veloce e arriva subito, richiede del tempo», ha aggiunto Gonzo. «Dopo questa inaugurazione posso affermare con certezza che le polemiche degli scorsi giorni sono state completamente inutili», ha dichiarato Dacchioni, riferendosi alle proteste di alcuni cittadini nei confronti del simbolo della falce e martello inserito nell'allestimento della mostra. «Si tratta di un vero e proprio viaggio nel tempo». A due ore dall'inaugurazione 150 persone avevano visitato l'esposizione. «Questa scuola è stata per anni un luogo di cultura e con questa mostra darà un ultimo insegnamento», ha evidenziato Devis Vezzaro, presidente dell'associazione "I Luoghi dell'Abbandono". «Abbiamo sempre creduto in questo obiettivo, nonostante le difficoltà e le polemiche».Oltre alle foto scattate tra Chernobyl e Pripyat, il pubblico ha potuto ammirare delle maschere antigas russe originali e una vetrina contenente oggetti decontaminati provenienti dalle due città ucraine. «Abbiamo dato spazio anche ai filmati e ai contenuti multimediali, mentre nell'ultima stanza abbiamo stampato delle immagini recuperate dal web in cui sono rappresentate alcune anomalie genetiche causate dalle radiazioni a Chernobyl», ha concluso Vezzaro. La mostra sarà visitabile fino al 28 maggio dalle 20 alle 23 da lunedì a venerdì, il sabato dalle 15 alle 19 e dalle 20 alle 24, la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21. Ingresso con contributo volontario di 3 euro.

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