Ucciso dai Cc: i famigliari risarciti

DUEVILLE. La Cassazione si è definitivamente pronunciata sulla vicenda di Moreno Sorzato morto nel 1991 a un posto di blocco

I supremi giudici hanno respinto il ricorso del ministero dell´Interno che chiedeva di annullare il risarcimento

Il ventenne Moreno Sorzato fu ucciso per errore nel corso di un´operazione antidroga da parte dei carabinieri di Dueville nel lontano gennaio 1991 e i famigliari sono stati definitivamente risarciti, dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso del ministero dell´Interno.
«Si è conclusa definitivamente una vicenda drammatica - spiega l´avv. Giambattista Rando di Schio -, anche se il giusto risarcimento non potrà mai restituire ai suoi cari, soprattutto alla vedova e alla figlia, Moreno».
La sentenza dei supremi giudici conferma l´orientamento della corte d´appello di Venezia che correggendo le motivazioni del tribunale di Vicenza, aveva individuato «nel comportamento del carabiniere Paolo Lora gli estremi dello stato di necessità», liquidando ai famigliari della vittima alcune centinaia di migliaia di euro.
La tragedia avvenne la sera del 4 gennaio ´91 allorchè i militari della compagnia di Thiene erano impegnati in un servizio contro lo spaccio di droga. Qualche tempo prima i militari avevano fermato Sorzato, che non era un consumatore, ma che conosceva le abitudini di colui che venne individuato come un potenziale spacciatore. Quella sera maledetta Sorzato avrebbe dovuto incontrarsi con S.B. (deceduto a distanza di anni), il quale quando si accorse che stava per finire in trappola, alla guida della propria auto, cercò di investire un maresciallo in borghese dell´Arma, mostrando ai carabinieri una pistola. Questo gesto sconsiderato, che sarebbe poi costato all´individuo l´arresto e una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale d´arma, indusse il carabiniere Lora a fare fuoco nel tentativo di colpire alle ruote l´auto del fuggiasco.
Invece, uno dei proiettili raggiunse alla nuca lo sfortunatissimo Sorzato, che si trovava al posto di guida della propria vettura parcheggiata in parte alla strada e che venne colpito mentre stava fumando una sigaretta. La morte per il ventenne di Dueville fu immediata.
La vittima aveva una bimba di qualche mese che non conobbe mai il padre. I congiunti di Moreno Sorzato, con l´avv. Rando, citarono in giudizio oltre al carabiniere anche il ministero dell´Interno per il risarcimento del grave danno patito.
Il tribunale berico accolse la domanda, individuando la colpa «nel comportamento di Lora in relazione all´inesistenza dei presupposti per l´applicabilità della scriminante dell´uso legittimo delle armi e, comunque, alla grave imperizia dimostrata nell´uso della pistola». La sentenza fu confermata anni dopo dalla corte d´appello di Venezia, pur riconoscendo al comportamento del carabiniere lo stato di necessità perchè S.B. aveva messo in pericolo l´incolumità del maresciallo che stava per essere investito. Ai congiunti i giudici di secondo grado avevano liquidato lo stesso importo di Vicenza a titolo di indennità.
Il ministero dell´Interno aveva presentato ricorso in Cassazione perchè a suo dire la corte d´appello aveva violato l´applicazione della legge «liquidando a titolo d´indennità la stessa somma che il primo giudice aveva liquidato a titolo risarcitorio».
Gli ermellini, invece, hanno cassato il ricorso del ministero dell´Interno, condannandolo a risarcire 3200 euro di spese legali sostenute dalla famiglia Sorzato, perché l´indennità risarcita alla famiglia è a titolo di equa riparazione per il grave e ingiusto danno patito, come appunto fu la morte di Moreno, 24 anni fa.

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