«Truffe in serie con il Rolex» Finto poliziotto va a processo

La procura ha citato a giudizio un vicentino di 44 anni, che era stato fermato
Avrebbe proposto a diverse persone, anche a Caldogno e Marostica, l'acquisto di un prezioso orologio qualificandosi come un agente

Era stato arrestato, ma era subito tornato in libertà per un vizio di forma. Ora, per Alberto Dalla Costa, 44 anni, residente a Vicenza in via Sardegna, è arrivato il momento del processo. La procura lo ha infatti citato a giudizio e l'imputato, noto alle cronache per diverse vicende, dovrà presentarsi in aula per difendersi dalle ipotesi di truffa e di ricettazione. Le beffe le avrebbe commesse a Dueville, Caldogno e Marostica.Dalla Costa, difeso dall'avv. Michele Carotta, avrebbe commesso i reati in rapida successione, nell'autunno del 2016. Dopo una presunta beffa era stato ammanettato dai carabinieri di Marostica: lo avevano aspettato fuori dal bar "Cristal", dove aveva incontrato la presunta vittima per chiudere l'affare. Aveva consegnato l'assegno e appena preso in mano il Rolex. La marosticense Francesca S., 42 anni, aveva pubblicato un annuncio su internet per mettere in vendita il suo Rolex Oyster Perpetual. Aveva risposto colui che si era presentato come un poliziotto della questura di Vicenza, tale Stefano Borile. I due si erano visti a Dueville ed avevano concluso l'affare; il compratore aveva staccato un assegno della Popolare di Vicenza da 2.800 mila euro e se n'era andato. Francesca si era recata in banca per incassarlo, scoprendo che il titolo faceva parte di un carnet che era stato bloccato. Aveva in mano carta straccia. Aveva provato a ricontattare colui che si era presentato come Borile, invano. Poi si era rifatto vivo lui, per chiedere di comprare un altro Rolex, questa volta a Marostica, da sua mamma, Annamaria F.; ed era stato arrestato.Ma in precedenza il trucchetto aveva funzionato a Caldogno, dove l'imputato aveva incontrato Antonella C., 53 anni, e Marco L., 24 (che in aula potranno costituirsi parte civile con l'avv. Anna Silvia Carollo per chiedere i danni): avrebbe comprato da loro un Rolex per 5 mila euro pagandolo con un altro assegno scoperto.In aula Dalla Costa dovrà anche rispondere di ricettazione della carta d'identità che usava per le beffe e del blocchetto di assegni, risultati rubati a Romano Signorini mesi prima.

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