Trappole e reti - Scatta la denuncia per il bracconiere

Tutto il corredo si trovava alle sorgenti del Bacchiglion

Le guardie zoofile dell'Enpa, dopo una serie di appostamenti, hanno identificato un pensionato che cacciava le specie protette

Nasse e trappole per uccelli nella zona di protezione speciale del bosco di Dueville, proprio di fronte al parco "Le Sorgenti del Bacchiglione". A scoprire il perfetto corredo da bracconaggio sono state le guardie zoofile dell'Enpa di Vicenza che pochi giorni fa hanno effettuato un sopralluogo nell'area a confine tra Dueville e Villaverla. A seguito degli accertamenti è stato denunciato alla procura E.P., pensionato ultraottantenne residente a Villaverla. Secondo gli agenti Enpa, infatti, l'uomo avrebbe ucciso animali e utilizzato trappole per la fauna selvatica, oltre ad aver praticato pesca di frodo. Domenica 31 gennaio le guardie hanno dato il via all'intervento con una prima ispezione nei dintorni di un'abitazione in via Bissolati: perlustrando le due rive di un torrente di risorgiva sono state scoperte sei nasse posizionate in circa centocinquanta metri di corso d'acqua, nascoste dalla vegetazione o posizionate all'interno di condotte. Dentro erano rimasti intrappolati un centinaio di esemplari, tra cui cavedani, scazzoni, spinarelli e un gambero di fiume. Inoltre, in un vicino boschetto di bambù, gli agenti hanno rinvenuto tre trappole per piccoli uccelli, oltre a due trappole simili a quelle utilizzate per le nutrie, ma con all'interno becchime e alcune penne di fagiano. L'Enpa ha infine trovato una faina sventrata ed eviscerata, legata al collo tramite un cappio e fissata alla parete del garage della casa. Terminata l'ispezione, le guardie si sono appostate ed hanno atteso l'arrivo del proprietario del terreno. Nel momento in cui è andato a controllare una delle trappole, sono uscite allo scoperto contestandogli i reati ipotizzati. Tutti gli esemplari catturati sono poi stati liberati e le trappole sequestrate. «Quanto riscontrato dagli agenti zoofili, anche se da un lato rallegra la ricomparsa del gambero di fiume specie che si riteneva estinta nella zona del bosco, dall'altro testimonia quanto siano dure a morire pratiche di saccheggio indiscriminato che vanno a colpire specie protette», commenta Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Veneto. «I danni si ripercuotono su tutto il delicato equilibrio ecologico di un'area unica e preziosa. Inoltre, risultano ancora più gravi in periodi critici come quello che sta vivendo il bosco di Dueville in questo ultimo anno: una siccità senza precedenti sta letteralmente prosciugando le risorgive che alimentavano fossi e canali. Mettere in atto attività di frodo in questi frangenti significa compromettere per sempre le condizioni di sopravvivenza delle specie acquatiche tipiche. Veri e propri simboli del bosco, come il marson e la spinosa, rischiano tra pochi mesi di rimanere solo nei ricordi

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