Temo per la vita di mia mamma

È ancora grave Angela Liccardo di 63 anni, ricoverata al centro grandi ustionati di Padova. Ha riportato varie bruciature di secondo grado e lesioni ai polmoni

Il figlio della donna investita dalle fiamme racconta il suo dramma «Lunedì verrà operata, solo dopo potremo sapere qualcosa di più»

«Non faccio che pensare a mia mamma e spero che vada tutto bene, ma sono preoccupato».
A parlare è Giovanni Granata, il figlio di Angelina Liccardo, la donna di 63 anni che nella notte della vigilia è rimasta gravemente ustionata nell´incendio di una palazzina in strada Marosticana a Passo di Riva. Nel rogo che ha coinvolto otto appartamenti del condominio al numero 318, cinque persone hanno riportato una lieve intossicazione. Alla signora, invece, è andata peggio: i primi referti parlano di ustioni di secondo grado sul 17 per cento del corpo. In particolare le alte temperature hanno segnato le mani, la schiena, il viso, provocando addirittura lesioni ai polmoni. I medici non si sono ancora espressi sulla prognosi, anche se la situazione della donna sembra preoccupante: dopo un giorno e mezzo passato nel reparto di rianimazione del San Bortolo intubata e sotto sedativi, venerdì pomeriggio Liccardo è stata trasferita al centro grandi ustionati di Padova dove domani verrà operata.
La ferita è residente a Marano di Napoli ed era arrivata a Passo di Riva proprio la vigilia, per passare con i propri cari le festività. Al momento dello scoppio dell´incendio nell´appartamento dei Granata stavano dormendo nove persone, tutti parenti. Una riunione di famiglia che alle 3.40 di giovedì si è trasformata in dramma.
«Ci siamo svegliati con il fumo in casa, ovunque. Non vedevamo e non capivamo nulla», racconta Giovanni Granata. «Abbiamo cercato di scappare, chi andando sul terrazzo anteriore, chi in quello posteriore. Mio fratello e la sua fidanzata sono riusciti a mettersi in salvo grazie all´intervento di un vicino che ha la finestra del bagno comunicante con il nostro poggiolo, e che li ha fatti scendere a casa sua allontanandoli dal pericolo». Sul retro, Granata assieme alla moglie, ai figli e ad altri due parenti è stato invece recuperato dai vigili del fuoco intervenuti con l´autoscala.
«Non sapevo dove fosse mia madre, mi sono reso conto in seguito che non era uscita con gli altri», spiega. «Abbiamo scoperto solo in un secondo momento che era rimasta dentro al salotto per più di venti minuti prima di essere soccorsa».
Dalle prime ricostruzioni sembra che la donna aprendo la porta d´entrata sia stata investita da un´ondata di calore che l´avrebbe quindi fatta svenire e cadere per terra dove poi l´hanno ritrovata i soccorritori.
«I medici non si sono ancora sbilanciati sulla gravità delle sue condizioni. Lunedì verrà operata e forse riusciremo a sapere qualcosa di più», conclude il figlio. «Per il momento io e la mia famiglia siamo ospitati da un nostro parente che abita in zona. Dentro all´appartamento è tutto bruciato, ma ora il pensiero è fisso su mia madre».


INDAGINI. La procura non ha disposto il sequestro dell´appartamento
Nessuna ipotesi di reato
«La causa è accidentale»

Per la procura della repubblica si è trattato di un fatto accidentale. Non c´è colpa e non c´è dolo, tanto che non è stato disposto nemmeno il sequestro dell´abitazione dove è scoppiato l´incendio propagatosi poi ai piani superiori.
A confermare che non ci sono ipotesi di reato sono gli stessi carabinieri di Thiene, intervenuti per l´aspetto investigativo, assieme ai vigili del fuoco.
In merito alle cause precise è difficile per ora stabilire che cosa possa avere innescato il rogo, anche perchè, stando a quanto hanno riferito i pompieri, nell´appartamento dove le fiamme sono divampate i danni erano talmente ingenti da lasciare poche tracce.
Non è escluso che all´origine ci sia il malfunzionamento delle luci natalizie che si trovavano nella casa di Chiara Palma. Secondo il compagno della donna, il collegamento elettrico alle lampadine veniva sempre spento di notte, ma può essere che la sera di Natale sia rimasto acceso.
Può anche essere che il corto circuito sia partito da un elettrodomestico o dal televisore spento, ma in stand by, quindi ancora collegato alla rete elettrica.
Insomma, le ipotesi sono diverse, ma ruotano sempre attorno alla causa accidentale. Saranno i periti delle assicurazioni a cercare altri dettagli e informazioni per far luce sull´accaduto.

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