Tecnologia al femminile Il FabLab sale sul podio

DUEVILLE. Successo grazie all'innovativo progetto "Whats next talk"
Riconoscimento ottenuto alla fiera Smau di Padova

Tutto nasce da una sensazione che, giorno dopo giorno, matura, cresce, prende consistenza e diviene certezza, dato di fatto, realtà: la tecnologia, in Italia, non è "roba" per donne. Mauro Borgo, oggi vicepresidente del FabLab di Dueville (assieme a Davide Ferrari che ne è alla guida), che le ragazze latitassero negli ambienti tech e digital se n'era accorto ancora da giovanissimo, all'istituto tecnico, prima, e alla facoltà di Ingegneria poi. Ma da quella che era solo un'idea, il desiderio di contribuire a cambiare le cose («Era diventato un tarlo, non potevo solo stare a guardare») forse mai avrebbe immaginato che, molti anni dopo, la sua intuizione di uomo e professionista sarebbe valsa un riconoscimento allo Smau di Padova. La creatura più recente e innovativa del FabLab duevillese, il progetto "Whats next talk" dedicato alla promozione e alla valorizzazione delle donne che operano nel mondo Stem (Scienze, tecnologia, ingegneria, matematica), ha infatti vinto il premio per la miglior iniziativa nella categoria "Diffusione cultura digitale", nella sezione riservata ai Fab Lab veneti. Ad assegnare la prestigiosa targa, ritirata da Riccardo Dalla Fontana, del board promotore, il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin. Per "Whats Next Talk", in cui "Whats" è acronimo di "Women have a tech sensibility", si tratta di una prima importante certificazione di merito a neppure un mese dal tutto esaurito registrato lo scorso 9 marzo al teatro Busnelli di Dueville, dove in un'emozionante show live si erano alternate sul palco otto speaker, dalla guru della comunicazione, alla ricercatrice, alle imprenditrici. E dire che tutto, come raccontano Borgo e Ferrari, era partito quasi per caso (il nome è stato ideato da Ferrari dopo aver sentito uno spot in tivù) nel 2017, quando era andata in scena la prima edizione del format che si ispira alle conferenze Ted ma in versione "rosa". «Collocandoci nelle attività di "Rosa Digitale" è naturale avere un pubblico prevalentemente femminile ma puntiamo anche a richiamare gli uomini - precisa Borgo -, per superare il contrasto di genere, e gli studenti che con le loro scelte possono fare la differenza in futuro». Un futuro in cui, è l'auspicio, le programmatrici non siano più, dati di oggi, 1 su 10.

Tagged under: fablab

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.