Anno 2015

Gli articoli de' Il Giornale di Vicenza del 2015 che riguardano Dueville.
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Assalto in centro per la festa solidale dei commercianti

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 Dopo la corsa dei Babbi Natale

Un centinaio di podisti, con indosso cappellini natalizi, domenica mattina hanno invaso le vie del centro di Dueville. Nonostante la nebbia, famiglie e bambini hanno affrontato il freddo di fine autunno prendendo parte alla marcia "Babbo Natale Corri con Noi" che si è sviluppata per sei chilometri lungo le strade principali del paese.La manifestazione podistica non competitiva ha preso il via da piazza Monza per svilupparsi poi lungo via Dante, viale dei Martiri e via San Francesco, arrivando fino a via Garibaldi, via della Repubblica e via 2 Giugno.L'appuntamento dedicato agli sportivi è stato soltanto uno degli appuntamenti di "A Dueville Natale è", manifestazione solidale che, nell'arco della giornata, ha richiamato in centro più di 3500 persone attratte dai cinquanta stand dedicati a prodotti enogastronomici e all'artigianato locale. «Da oltre vent'anni questo evento anima con lo spirito natalizio piazza Monza», ricorda Marcellino Costaganna, presidente di Confcommercio Dueville, che ha organizzato la manifestazione. «Il nostro obiettivo è quello di proporre altri due eventi simili nell'arco dell'anno, mantenendo la formula, ma con temi diversi».

Pronti 40 mila euro per un check up agli istituti scolastici

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I controlli previsti nel 2016

Il sindaco: «Non ci sono situazioni critiche ma è  un lavoro propedeutico agli interventi antisismici»

L'amministrazione comunale di Dueville ha stanziato 40 mila euro per esaminare strutturalmente quattro edifici scolastici del paese, un'indagine che riguarderà solai ed altri elementi per verificare lo stato degli istituti.A finire nei prossimi mesi sotto la lente d'ingrandimento dei tecnici saranno la scuola media Roncalli di via Rossi, la scuola dell'infanzia De Amicis di via IV Novembre, l'asilo nido comunale Il giardino dei bambini in via dei Bersaglieri e la materna Munari di via De Gasperi a Passo di Riva. «Queste strutture non presentano situazioni critiche o di urgenza», precisa il sindaco Giusy Armiletti. «Scopo dell'indagine è valutare le condizioni strutturali dei solai degli edifici per capire se saranno necessari interventi o meno». L'amministrazione ha deciso di investire i 40 mila euro necessari per effettuare la ricognizione, sperando che dal governo possa arrivare un contributo pari alla metà della spesa. «Entro la fine di dicembre sapremo se la nostra richiesta di contributo è stata accettata. In ogni caso noi andremo avanti con quanto programmato», chiarisce il primo cittadino. «Si tratta di una ricognizione utile e propedeutica, in quanto prevede anche una prima fase progettuale, per la messa in sicurezza antisismica di questi edifici». Secondo le previsioni, questa diagnosi alle strutture scolastiche di Dueville verrà effettuata nei primi mesi del 2016. «Dati alla mano, potremo dare il via alla progettazione», conclude Armiletti.

Accusa impiegato infedele - Il titolare viene assolto

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Giuliano Pesavento di Asiago era imputato di minacce e diffamazione

Il ragioniere licenziato si difende negando i fatti: chiede va danni per 15 mila euro. L'imprenditore ha letto registrazioni telefoniche di un'inchiesta penale

«Le concedo l'onore delle armi», dice nell'imbarazzo generale Giuliano Pesavento, amministratore della "Casearia" di Dueville, rivolto a un dipendente, aggiungendo qualche parolina non proprio ovattata. L'imprenditore del formaggio è furibondo quel 13 dicembre di quattro anni fa. Ha convocato gli impiegati, tra cui il ragioniere Antonio Cavallin, appunto l'obiettivo dei suoi strali, perché ha scoperto dalle intercettazioni telefoniche di un'inchiesta che coinvolge alcuni ex soci con i quali Pesavento è ai ferri corti, perché sospetta che brigano con «un piano per distruggerci», che l'impiegato continui a mantenere con loro legami tali da configurare l'infedeltà aziendale.Il clima è surriscaldato e le parole sono pepate. «Per quanto mi riguarda - dice Pesavento - ti scaraventerei fuori dalla finestra ed invece ti invito a licenziarti».Quattro anni dopo Pesavento, 67 anni, di Asiago, è assolto dalle minacce (il fatto non sussiste) e diffamazioni (il fatto non costituisce reato) per le quali è processato dal giudice di pace.«Pesavento quel giorno aveva ragione da vendere di lamentarsi con Cavallin - osserva il suo avvocato Marco Dal Ben - perché il quadro emerso dall'aula è ben diverso da quello ipotizzato dall'accusa, tanto che è stato assolto con formula ampia». Nel corso di quel 2011 tra Pesavento e i veronesi Paolo Zentilini e Giovanni Turrina, soci fino a poco tempo prima nella "Casearia dell'Altopiano di Asiago" con sede a Povolaro di Dueville, i contrasti erano diventati irreversibili. Erano ricorsi alle vie legali e, si ricorderà, che in uno strascico di quell'inchiesta venne coinvolto anche l'ex comandante della Forestale di Asiago, Isidoro Furlan, per il suo comportamento non trasparente, su segnalazione dei carabinieri di Thiene.Quando Pesavento mette le mani sugli atti investigativi scopre che Cavallin, 62 anni, di Sandrigo, aveva contatti frequenti con Zentilini. «Ma non avevo mai tradito il mio rapporto lavorativo», si è sempre difeso il ragioniere, che è stato licenziato e lo ha impugnato davanti al giudice del lavoro chiedendo la reintegra. Ma dalle intercettazioni, Pesavento scopre che l'impiegato parla delle difficoltà della Casearia. Parlano delle tensioni bancarie, delle novità nell'organigramma, insomma, di una serie di dettagli che ad avviso di Pesavento non depongono per nulla a favore della lealtà di Cavallin.Lo show che l'imprenditore interpreta quel 13 dicembre ha l'obiettivo di mettere il dipendente con le spalle al muro, per spiegare a tutti che ha mantenuto rapporti sia con Zentilini che Turrini per favorire - è la sua tesi - il loro piano, tramando alle sue spalle. «Lei ha fornito informazioni a Zentilini per consentirgli di controllare, dall'esterno, i movimenti aziendali», affonda Pesavento, fino alla requisitoria finale: «Ti scaraventerei fuori dalla finestra, invece ti invito a dimetterti». Una intemerata priva di risvolti illegali perché giustificata dalla oggettività dei fatti, sentenzia il giudice. Cavallin chiedeva danni per 15 mila euro.

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