Solventi nei pozzi

DUEVILLE. Arriva l´ordinanza dopo le analisi degli ultimi tre mesi

Acqua imbevibile per 170 famiglie

Dichiarata la non potabilità solo per precauzione in un´area che comprende parte di Vivaro Ora bisognerà attendere ulteriori accertamenti

A Vivaro l´acqua non è più potabile, o almeno in alcune aree della frazione. A confermarlo è un´ordinanza firmata ieri mattina dal primo cittadino Giusy Armiletti. Una decisione presa dopo che da febbraio ad aprile il Centro idrico di Novoledo ha eseguito un monitoraggio a campione in trenta pozzi privati della zona. I valori emersi oscillano tra 8 e 25 microgrammi per litro di composti organo-alogenati, ovvero solventi, quando il limite imposto dalla normativa europea è di 10.

Questo dato ha spinto il primo cittadino a disporre “in via precauzionale e a fine di tutelare la salute della popolazione”, come recita l´ordinanza, il divieto di utilizzare l´acqua per scopi potabili. Il documento include tutti gli immobili con pozzo privato in piazza San Pio X e nelle vie Due Ponti, Bacchiglione, Cresole, Milana (nel tratto dalla piazza alla Marosticana), Marosticana (nel tratto da via Milana a via Cresole) e Strada delle Fornaci. In tutto, il bacino coinvolto conta 170 famiglie. Va però detto che chi dimostrerà, dati alla mano, che il proprio pozzo non supera i livelli europei sarà esonerato dal provvedimento.
Il documento ordina anche ai vivaresi di allacciarsi all´acquedotto o di installare un impianto di trattamento delle acque in grado di ridurre la presenza dei solventi. Operazioni che dovranno essere eseguite dai cittadini entro sei mesi e accompagnate, nel caso del depuratore domestico, da un monitoraggio periodico.
Fra i residenti le reazioni sono diverse. C´è chi è già allacciato all´acquedotto, chi sdrammatizza e chi ha deciso di bere acqua dalla bottiglia per precauzione.
«Il problema ci è stato presentato in un modo troppo d´impatto: sembrava che già oggi ci dovessero essere le autobotti in piazza», dice Luciano Fabrello, residente in via Milana. «Noi fortunatamente abbiamo già l´allaccio all´acquedotto ma per altri non è così».
«Bevo acqua in bottiglia da 40 anni perché sapevo che potevano esserci rischi per i solventi», afferma Maria Bertorelle di via Bacchiglione. «Adesso dovrò decidere cosa fare perché oltre alle spese per i lavori di Acque Vicentine dovrò aggiungere altrettanti soldi, se non di più, per collegare le tubature da casa mia all´allacciamento».
«Io sono all´interno dei parametri, ma se dovessi trovarmi nella situazione di altri farei un impianto di depurazione domestico perché almeno berrei un´acqua dal gusto buono e fresca», afferma Antonio Stedile che vive in via Due Ponti. «Tutelare la salute dei cittadini è importante, ma nel 2007 sono stati eseguiti dei lavori per far passare l´acquedotto a Vivaro con in seguito solo 6 utenze attivate. Mi viene il dubbio che qualcuno voglia recuperare gli investimenti fatti». «Sono tanti anni che bevo l´acqua del mio pozzo e non è mai successo niente», conclude Gino Lovato di via Cresole. «Se le analisi indicassero parametri fuori norma mi allaccerei all´acquedotto, ma sfortunatamente davanti a casa mia non passa. Se è un obbligo, sarò costretto a trovare una soluzione. Penso però alle nuove case che con l´acqua non potabile non potranno avere l´abitabilità».

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