Si uccide a 16 anni dopo la bocciatura

IL DRAMMA. Uno studente dell´istituto Rossi, respinto per il secondo anno consecutivo, si è sparato in casa con il fucile da caccia del padre. La tragedia a Povolaro

La terribile decisione mentre era da solo in casa Lo ha trovato venerdì sera la madre, vani i soccorsi Ha lasciato un biglietto con le scuse per i familiari


Lo ha trovato la mamma, che lo aveva lasciato pochi minuti in casa da solo. L´allarme è stato immediato, ma non c´è stato nulla da fare nonostante i disperati tentativi dei sanitari del Suem. Quella fucilata, esplosa in viso a distanza ravvicinata, non gli ha dato scampo. A pochi metri un biglietto, per spiegare ai genitori e ai famigliari i motivi di un gesto terribile e insensato. Ma, per lui, l´unico che in quel momento avesse un senso.
Un ragazzo di 16 anni si è tolto la vita, venerdì sera, poche ore dopo aver avuto notizia di essere stato bocciato. Frequentava, da ripetente, il secondo anno dell´istituto tecnico “Rossi” di Vicenza. Il secondo stop consecutivo, per lui, significava che avrebbe dovuto, in base alle norme, cambiare scuola. Stando a quello che ha lasciato scritto, non ha retto al dolore e ai motivati rimbrotti dei famigliari. Ha atteso di essere solo in casa, ha trovato la chiave dell´armadio dove il padre teneva il fucile da caccia, regolarmente denunciato, e ha fatto fuoco, troncando bruscamente una vita che stava sbocciando. Promozione o non promozione.
Il dramma è avvenuto nella prima serata, a Povolaro di Dueville, all´interno dell´abitazione di famiglia. In base a quanto è stato ricostruito, intorno a mezzogiorno il collegio docenti del “Rossi”, col preside, aveva concluso gli scrutini della classe del giovane, decidendo di bocciarlo. Per gli insegnanti il ragazzo, pur intelligente, non si era applicato abbastanza. Cinque le materie insufficienti, due in maniera seria: bocciatura inevitabile, la seconda consecutiva. Sia il giovane che la famiglia sapevano che con ogni probabilità quello sarebbe stato l´esito di un anno scolastico che non era servito a ripianare le lacune emerse l´anno prima.
L´istituto ha subito comunicato la notizia ai genitori del ragazzo, via internet. E nel corso della giornata, come è naturale, mamma e papà avevano rimproverato il sedicenne, cercando anche di spiegarli che questo insuccesso era frutto del suo atteggiamento durante l´anno. «Te l´abbiamo detto tante volte di studiare...».
Nella testa del sedicenne deve essere scattato qualcosa. Forse aveva già maturato la folle decisione nei giorni scorsi, anche se gli amici lo avevano visto sereno, e i famigliari non si erano accorti di malinconie particolari, se non quelle legate la cattivo andamento scolastico. I genitori dello studente sono tutt´altro che distratti rispetto alla vita del figlio, e gli sono stati appresso di continuo, e non solo per la scuola. Per loro, una casalinga e un manager in pensione, il dramma è terribile. In queste ore sono attorniati dall´affetto dei parenti e degli amici. Ieri si sono recati in aeroporto per portare a casa il figlio maggiore, che vive all´estero. Il sedicenne avrebbe sofferto della lontananza del fratello, a cui era legato e con cui si confidava.
L´altra sera, invece, non ha parlato con nessuno. Ha messo in atto il suo proposito con determinazione, fino a premere il grilletto dopo avere scritto poche righe, angoscianti, di scuse.
I carabinieri della stazione di Dueville e i colleghi della compagnia di Thiene, guidati dal comandante Rossetti, hanno compiuto un lungo sopralluogo in casa per ricostruire la dinamica del dramma. Hanno anche cercato di supportare i famigliari, che non volevano credere a quanto era accaduto. I militari hanno informato il pubblico ministero Gava che ha disposto la rimozione della salma. Nelle prossime ore darà il nulla osta per la sepoltura del giovane; i funerali non sono ancora stati fissati.
Ieri sera, nella chiesa parrocchiale, si sono trovati in tantissimi, soprattutto ragazzi, a pregare il Rosario per il giovane. Dolore, sconcerto e incredulità erano i sentimento di tutti per una tragedia che ha sconvolto la comunità di Povolaro e la scuola. Una vita troncata da una bocciatura, che dev´essere parsa al sedicenne il più terribile dei mali. Impossibile da superare.



«SIAMO SCONVOLTI»

«La decisione di fermare lo studente un altro anno la ricordo bene, perchè quello della sua classe è stato uno degli ultimi scrutini. Aveva 5 insufficienze, di cui almeno due molto pesanti. Il collegio docenti ha valutato molto attentamente la sua situazione, e alla fine ha deciso per la bocciatura. Sia lui che la famiglia erano informati da tempo che la situazione scolastica era difficile».
Il preside dell´istituto “Rossi”, Lorenzo Gaggino, è sconvolto. «Siamo tutti molto turbati - spiega -. Abbiamo appreso del dramma in mattinata, poi è arrivata la drammatica conferma. Ho immediatamente voluto verificare la situazione effettiva dello studente, che era alla seconda bocciatura. Una decisione difficile ma inevitabile per noi insegnanti. Certo è che di fronte ad una tragedia di queste proporzioni non ci sono parole. Siamo vicini all´immenso dolore della famiglia e siamo a loro disposizione».
Il preside Gaggino, ma anche gli altri professori, spiegano come sia il ragazzo che i suoi genitori fossero preparati alla notizia della bocciatura. «Non è stato un fulmine a ciel sereno. Chissà cosa ha provato quel povero ragazzo. Siamo tutti distrutti».D.N.



«Ti voglio bene, ciao...»

L´ultimo sms a un´amica

Cinque parole per salutare l´amica più cara: «Ti voglio tanto bene, ciao...».
Un sms conciso, pochi caratteri a nascondere un dramma interiore profondo, che sembra troppo grande da affrontare, anche se hai tanti amici e tutta la vita davanti.
Non c´è l´ha fatta il sedicenne che venerdì si è tolto la vita a reggere il peso della bocciatura, la seconda, un insuccesso scolastico che ha prevalso su tutto, sui bambini dei centri estivi che avrebbe dovuto guidare e educare come animatore in questi mesi di pausa scolastica, sui concerti come percussionista, sugli amici che lo aspettavano per uscire a divertirsi nelle calde sere d´estate.
Gli stessi amici che, all´indomani di una tragedia tanto dolorosa quanto inspiegabile, non riescono a darsi pace e assieme piangono il loro amico, cercano conforto e si fanno domande. C´erano tutti ieri pomeriggio, si sono incontrati in piazza.
C´è incredulità e un dolore profondo negli occhi degli amici, adolescenti costretti a fare i conti con una realtà troppo dura per loro: «L´ho visto ieri pomeriggio (venerdì ndr), mi sembrava quello di sempre, allegro e socievole, nessuno avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo poco dopo. È una cosa terribile», racconta un altro.
Per chi lo conosceva bene, verso il tragico gesto lo avrebbe spinto l´esito scolastico. «A settembre sarebbe dovuto andare in quarta, ma bocciato per la seconda volta sarebbe stato costretto a ripetere la seconda al Rossi elettronico», ricordano.
Una prospettiva che forse gli è apparsa troppo dura da affrontare.
Sotto choc, anche il sindaco di Dueville Giusy Armiletti. «Conosco i genitori e conoscevo il ragazzo, non c´è nulla da dire, è una tragedia troppo grande. Non ci sono parole adatte in questo momento».

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