«Si sposti il giudizio a Lamezia Terme»

DUEVILLE. Ieri al via a Venezia l'udienza preliminare per 4 imputatiLavori alla tenenza

I legali dei costruttori chiedono il trasferimento in Calabria del processo per competenza territoriale
Il Comune aveva chiesto 650 mila euro d'indennizzo

Slitta la data dell'eventuale processo a carico dei costruttori e di un professionista che avevano vinto l'appalto della tenenza dei carabinieri di Dueville. I difensori dei quattro imputati calabresi hanno chiesto lo spostamento a Lamezia Terme del fascicolo processuale per competenza territoriale, perché tra le accuse viene contestata l'agevolazione della 'Ndrangheta, e trattandosi del reato più grave, a loro avviso il processo dovrebbe svolgersi in Calabria. In questo modo confidano anche sulla prescrizione, visto che ci sarebbe un inevitabile allungamento dei tempi processuali. Dopo l'avvio della causa civile che contrappone il Comune e la "Elle Due Costruzioni srl" di Lamezia Terme, il primo appaltatore della caserma, ieri a Venezia non si è conclusa l'udienza preliminare per truffa aggravata e turbativa d'asta. Il pm Paola Tonini ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre titolari Pasqualino, Domenico e Gennaro Longo, e del geometra calabrese Antonino Cappello all'udienza preliminare durante la quale il Comune, rappresentato dall'avv. Laura Piva, si è costituito parte civile. I difensori Renzo Andricciola e Agnese Sbraccia «hanno sollevato l'eccezione della competenza territoriale che verrà discussa tra due mesi a Venezia», spiega Piva.I Longo oltre che di turbativa d'asta e truffa rispondono anche di appropriazione indebita. Il Comune chiederà danni patrimoniali e non per una somma non ancora quantificata. Nel corso della causa civile il municipio, assistito dall'avv. Gianluca Ghirigatto, nei confronti dei costruttori calabresi ha avanzato una richiesta di oltre 650 mila euro. Di questa cifra, circa la metà è già stata incassata grazie alla garanzia che è stata escussa e che era stata stipulata a garanzia del completamento della tenenza dei carabinieri di via della Repubblica. La polizza fidejussoria era stata stipulata quando la ditta di Lamezia Terme, nel 2011, si era aggiudicata l'appalto per realizzare la struttura con un ribasso d'asta del 30% cento, su un importo soggetto a ribasso di circa 3,1 milioni di euro. I carabinieri dei Ros di Padova avrebbero accertato che per abbassare i costi gli imputati avrebbero presentato preventivi in tutto o in parte falsi. Inoltre, i Longo si sarebbero procurati un guadagno illegale vendendo la ghiaia scavata dal cantiere e di proprietà del Comune, che avrebbe fruttato 40 mila euro. Infine, il pm Tonini accusa che i Longo avrebbero agevolato la 'Ndrangheta, sottoscrivendo un contratto di subappalto con Giuseppe Giglio, referente per il Nord della 'Ndrina Grande Aracri di Cutro.

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