Sessualità «Un tabù ancora per tutti»

Lettere al giornale

È difficile rimanere indifferenti alle analisi approfondite dello psicoterapeuta Cavedon. L'ultimo "Dentro se stessi" esplora ancora una volta la sessualità degli adolescenti. Ragazze incinta ci son sempre state. Lo stesso diciamo: ma cos'hanno in testa questi giovani? Anche noi adulti eravamo così? Rischiamo di drammatizzare troppo? E i maestri ci sono? Cosa fanno? Il dio web che ruolo ha?Penso che la sessualità per tutti è e rimane ancora tabù. Nel senso etimologico, soprattutto etnologico-antropologico del termine: spazio sacro inviolabile. Le difficoltà, la non incisività, spesso il riduzionismo di certe campagne informative, di pre-servazione, di ostentazione della contraccezione tout-court, sono lì a dirci che la sessualità segue anche altre strade, altre categorie. Non c'è solo la luce delle immagini e degli schermi: c'è anche il buio della grotta e dell'anima. Tabù dice una complessità, non solo un divieto. Dice uno spazio altro quasi imperscrutabile che mette l'essere umano in contatto con la parte più profonda di ognuno di noi. Sembra che la sessualità non voglia sottostare al "troppo igiene", ad un unico cognitivismo, ad un addomesticamento del corpo attraverso l'informazione. Tanti progetti (falliti?) chiamati "educazione alla sessualità" mostrano la loro scarsa incisività. Se il mondo del cinema dice qualcosa della realtà, diversi "pellicole" raccontano storie di giovani ragazze che ricercano un figlio per dare un senso alla loro vita oppure come protesta verso un mondo adulto a loro divenuto ostile o insignificante. Questa, una ricerca di sacralità la quale chiede e necessita ancora riti (di passaggio) di iniziazione, oramai anestetizzati dal mondo dei grandi. Marino Niola scrive che "i riti di passaggio sono in declino non tanto perché i figli si sottraggono ma perché padri madri e istituzioni hanno deciso di abdicare al loro ruolo. I ragazzi si auto educano e si auto istruiscono, le loro iniziazioni le fanno da soli in forme inedite e spesso spiazzanti per gli adulti". La potenza del web sta facendo il resto, il leone-tecnica sta diventando il nuovo generatore di simboli, spesso irreali e feticistici. Per alcuni adolescenti, la tekne rappresenta l'ultima e l'unica religione per dire il mondo. Chi e come si potranno fronteggiare simili forze pervasive? L'etica della responsabilità e la coltivazione del compito come fine inculcato sin dall'inizio, forse rappresentano le sole virtù in grado di combattere questa potenza. "Educhiamo il bambino-giovane precocemente alla sessualità"? La sessualità è da concepire solo "come gioia, un gioco di corpi e di emozioni e non dolore"? Il tabù-sessualità e lì a narrarci altro. Per diventare grandi è necessario soffrire. Sin dal principio educhiamo l'iniziato al bello, al vero e al buono. La sessualità (sacro) è fascino e tremore, dentro noi stessi e fuori noi stessi.

Sergio Benetti

Dueville

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