Sequestrati dentro al treno

IL CASO. L´ennesima disavventura capitata sulla Schio-Vicenza ad alcuni pendolari saliti sul Minuetto delle 19.10

Alcuni passeggeri diretti a Thiene sono rimasti nel convoglio fino a Dueville per la mancata apertura delle porte del secondo vagone

Un viaggio in treno di dieci minuti sulla tratta Schio-Vicenza, per un gruppetto di thienesi si è trasformato in una spiacevole avventura con tanto di “sequestro” durato quasi mezz´ora e attimi di paura quando le porte si sono aperte in corsa.
Il fatto è accaduto venerdì sera quando alcuni passeggeri diretti a Thiene, assieme a un´altra decina di utenti di Trenitalia, sono saliti sulla seconda carrozza del Minuetto in partenza da Schio alle 19.10. Il treno in questione era provvisto di soli due vagoni, non comunicanti tra di loro, dunque la carrozza su cui viaggiavano i thienesi era di fatto separata dal resto della locomotiva. Arrivato alla stazione thienese intorno alle 19.20, il gruppetto si è preparato a scendere ma la porta del vagone non si è aperta. I viaggiatori hanno dunque tentato di sbloccare le altre due uscite, senza tuttavia riuscirci e in pochi secondi il treno è ripartito, superando la fermata.
I passeggeri in trappola hanno dunque tentato di avvertire il controllore del problema, ma le tre trasmittenti d´emergenza erano fuori uso. Gli utenti a questo punto hanno atteso di arrivare alla stazione successiva, quella di Villaverla-Montecchio, nella speranza di poter finalmente scendere dal treno ma per la seconda volta le porte non si sono aperte.
Bloccati all´interno del vagone, i malcapitati hanno cercato di attirare l´attenzione di un passante per chiedergli di avvisare il controllore ma in pochi istanti la locomotiva si è rimessa in moto, portandosi nuovamente dietro il gruppetto sempre più esasperato.
Prese dalla rabbia, alcune persone hanno allora provato a tirare la leva che aziona la pedana per i disabili, e mentre il treno era in corsa le porte si sono improvvisamente aperte, chiudendosi per fortuna in pochi istanti.
La disavventura è terminata solo alle 19.30, quando il treno è arrivato alla stazione di Dueville dove finalmente le porte del secondo vagone si sono aperte, lasciando quindi uscire i thienesi, che si sono subito diretti dal controllore per protestare. «Eravamo davvero arrabbiati per il trattamento subito – racconta Mattia Beraldo, 25 anni, uno dei passeggeri imprigionati venerdì sera sul Minuetto – e quando abbiamo esposto il problema al controllore ci siamo sentiti rispondere che ci sbagliavamo e che le porte erano state aperte: oltre al danno anche la beffa. Nemmeno un tentativo di scuse, o di imputazione di colpa a un guasto tecnico; l´unico rimpianto che ho è di non aver azionato il freno d´emergenza. La cosa che comunque mi ha fatto riflettere è il fatto che se succede qualcosa, un malore o qualche altro incidenti, in questo tipo di treni si è completamente abbandonati a se stessi».

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