Sei furti in una notte valgono 2 anni di cella

Un giovane con tre complici aveva razziato vari garage

Aveva portato via numerose biciclette, prima di essere arrestato dai carabinieri di Bassano

Due anni e quattro mesi di reclusione e 600 euro di multa. È la pena patteggiata l'altro pomeriggio in tribunale, davanti al giudice Maria Trenti e al pubblico ministero Pipeschi, dal cittadino moldavo Oleg Ivanov, 25 anni, attualmente in carcere dopo essere stato arrestato qualche mese fa dai carabinieri di Monza al termine di un'indagine contro i furti di biciclette dai colleghi di Bassano. Sarebbero la sua specialità.Ieri il giovane imputato doveva infatti rispondere di sei furti in abitazione commessi in poche ore, il 3 ottobre 2014, tutti a Dueville, oltre che di ricettazione. Era stato poi individuato, e il giudice aveva firmato un'ordinanza di custodia in carcere nel febbraio 2015, ma era stato catturato solo nel novembre 2016, durante un controllo in Lombardia.Ivanov era accusato di ricettazione, perchè aveva la disponibilità di un furgoncino Renault Kangoo che era stato rubato il primo ottobre ad Antonio Gruarin. Con quel mezzo la banda si muoveva e lì nascondeva la refurtiva.Quella sera, la Renault venne usata per nascondere la bicicletta rubata nel garage di Chiara Borsata. Quindi i malviventi colpirono l'abitazione di Manuel Massignan, e dal garage sparì una bicicletta in carbonio, marca Battaglin. Ancora, i malviventi entrarono nella casa di Paolo Dall'Amico, dove rubarono un telaio di mountain bike Scott, una bicicletta da corsa Wilier, quattro cerchioni e due zaini. Quindi fu la volta di Alberto Canale, arraffando di tutto: 6 paia di scarpe, un cappotto, un giubbotto Mondar, una mountain bike Kastle, un computer Mac, due proiettori e una playstation; e ancora una macchinetta fotografica e una cuffia. Inoltre, i predoni colpirono il garage di Giorgia Leoni, e arraffarono una bicicletta da corsa Wiel e una mountain bike Scapin. Infine, a casa do Indrit Gara, si impadronirono do una Volkswagen Passat, agendo sempre con il buio per avere meno probabilità di essere visti, scoperti e catturati. Al termine della razzia la banda avrebbe continuato a mettere a segno furti, secondo gli inquirenti, che contestano ai moldavi anche una serie di colpi nel Bassanese e nel Trevigiano, in particolare ai danni di negozi di biciclette, per importi molto rilevanti. Le indagini su quest'altro fronte investigativo sono ancora aperte.

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