«Scalo il monte in bici contro il cancro»

 Dopo aver superato la malattia con le terapie si è completamente dedicata allo sport ricordando in ciascuna impresa i pazienti del San Bortolo
Loretta Pavan è salita 56 volte sul massiccio del Grappa dedicando ogni vetta a chi come lei ha sofferto oppure sta affrontando il tumore

 Pedalare per se stessi e gli altri, sudare e far girare le ruote con l'obiettivo di non farsi sconfiggere dalla malattia e incoraggiare chi la sta ancora combattendo a non soccombere, ripetendosi continuamente "Mai mollare, ce la puoi fare". Una sorta di mantra che descrive l'indomito spirito di Loretta Pavan, duevillese che nel 2017 ha festeggiato il suo 56° compleanno scalando per 56 volte il Monte Grappa con una bici da corsa. Ciascuna delle vette raggiunte è stata dedicata agli "Amici del quinto piano" dell'ospedale di Vicenza, gruppo di persone che soffrono o hanno sofferto di patologie oncologiche e di cui Loretta è parte. La ciclista di Dueville, dal 2006 ha affrontato il cancro riuscendo a sconfiggerlo. «Un male terribile che ha stravolto la mia vita: ero un'imprenditrice del settore orafo, ma ho dovuto lasciare tutto per pensare a curarmi», racconta. «Una malattia che mi ha portato via due sorelle: mi sono presa cura dei miei quattro nipoti come se fossero figli, crescendoli e cercando di far loro da mamma. Quando, qualche anno dopo, mi è stata diagnosticata la stessa patologia delle mie sorelle mi è crollato il mondo addosso: non potevo permettermi di renderli ancora una volta orfani. Ho smesso di lavorare per iniziare a curarmi, però la vita da casalinga mi stava stretta e avevo bisogno di trovare uno sfogo». Così nel 2008, grazie ad alcuni amici, Loretta ha conosciuto il mondo delle due ruote e dei pedali. «Dopo qualche titubanza iniziale ho provato a montare in sella e mi sono subito innamorata della bici: il primo anno ho percorso 3 mila chilometri, il secondo 7 mila e così via fino ai 27 mila chilometri del 2016», aggiunge. «Nel 2017 ho raggiunto i 30 mila chilometri e i 300 mila metri di dislivello complessivi tra Grappa, Dolomiti e il Giro delle Quattro Nazioni». Tre anni fa la duevillese è entrata in contatto con il mondo delle lunghe distanze e della Randonnée, un ciclismo senza classifiche o competizione, in cui la distanza da percorrere equivale a un'esperienza di viaggio. «"Né forte né piano, ma lontano": è lo slogan dello spirito Randonnée che ho iniziato a respirare da quando ho conosciuto Giorgio Murari, ultracycler tra i più forti d'Italia». Negli anni a seguire Loretta, che pedala per l'Asd "Cicli Rossi" di Povolaro, ha portato a compimento con successo la Verona-Resia-Verona (600 chilometri in meno di quaranta ore), la Parigi-Brest-Parigi (1.230 chilometri, 12 mila metri di dislivello in meno di 90 ore) e nel 2016 la Pinerolo-Barcellona-Pinerolo (2 mila chilometri e 16 mila metri di dislivello che la ciclista ha completato in 145 ore sulle 170 a disposizione). «Ho imparato a giostrarmi tra pedali, pasti e sonno, senza partire forte, ma senza mai fermarmi», spiega. «Poi mi sono innamorata delle salite sui "dieci più uno" versanti del Grappa, dell'atmosfera silenziosa che ti avvolge, del loro passato e del panorama che le caratterizza. Nel 2016 le ho percorse 35 volte, così a gennaio ho deciso di festeggiare i miei 56 anni con 56 salite, ciascuna dedicata ad uno degli "Amici del quinto piano"». Un'impresa resa ancora più incredibile dal conseguimento a settembre del brevetto Everesting, ovvero il raggiungimento di quota 8.848 metri percorrendo qualsiasi tipo di itinerario. «Ho scalato il Grappa per sei volte consecutive, dal versante Semonzo, senza dormire: in 22 ore ho affrontato 10.600 metri di dislivello», conclude. «Non mi ritengo un'agonista, ma una cicloturista passata da una vita con i tacchi a una sui pedali perché la bici mi trasmette positività e mi ha aiutato a superare la malattia. "Mai mollare, ce la puoi fare"».

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