Riso, cavolfiore e acciughe

LA MEMORIA. Una ricetta di origine sefardita per i giorni di Pesach
Piatto ebraico per la Pasqua
In questi sette giorni è vietato mangiare alimenti lievitati, a ricordo della precipitosa fuga dall´Egitto

La comunità ebraica, seppure non numerosa a Vicenza, custodisce con orgoglio le proprie tradizioni, anche gastronomiche. E questi sette giorni che si concludono sono dedicati alla Pesach, che ricorda la fuga degli ebrei dall´Egitto, la fine della schiavitù e il passaggio attraverso il Mar Rosso. Il termine è diventato Pasqua in italiano, ma l´inglese Passover rende ancor meglio l´idea dell´attraversamento. Nei sette giorni di Pesach non possono consumarsi alimenti lievitati, nè, pasta, nè pane o altro, in ricordo della fuga tanto precipitosa da non consentir di far lievitare il pane. Si mangiano le azzime, dette Matzot. Un altro piatto è quello che proponiamo anche in foto: riso, cavolfiori (o broccoli) acciughe con uvette e pinoli. La ricetta ha probabilmente origine sefardita, che è la comunità ebraica di provenienza spagnola, a differenza degli aschenaziti, diffusi nell´Europa dell´Est.
Secondo alcune tradizioni in questa settimane non si dovrebbero mangiare nemmeno i legumi secchi poiché a contatto con l´acqua gonfiano ricordando quindi l´effetto del lievito. Inoltre, un tempo nei granai dove si essiccavano i legumi c´era inevitabilmente presenza di grano contaminato da lievito. Nella tradizione aschenazita è vietato anche il riso perché anch´esso gonfia a contatto con l´acqua. Viceversa, i piselli sono consentiti perché non devono stare a mollo nell´acqua e non gonfiano durante la cottura.

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