«Rischio crollo in caso di sisma» Ora nuove perizie

DUEVILLE. Summit in prefettura dopo gli accertati problemi strutturali

Trasloco per quattro famiglie. Il sindaco: «Gli edifici a norma nei precedenti collaudi, vogliamo chiarezza»

Marco BilloRischio medio-alto di crollo in caso di scosse di terremoto. È il cuore della questione che si legge negli stralci della perizia formulata dalla procura di Venezia e presentata ai sindaci ieri, relativa alla situazione statica della tanto discussa tenenza dei carabinieri di Dueville, per quanto riguarda la zona degli alloggi, dove attualmente vivono quattro famiglie, tredici persone in tutto. In sostanza dopo le indagini fatte con i carotaggi, si è giunti alla conclusione che la caserma sia stata costruita ignorando la normativa anti-sismica, sarebbe stata realizzata dunque senza le garanzie di tenuta della struttura, visto che il materiale usato sarebbe sotto gli standard previsti dalla legge. Quindi in caso di scosse, non è esclusa la possibilità di crolli. Nella stessa perizia, per esempio, si evidenzia che un edificio di questo tipo dovrebbe resistere fino a cent'anni prima di presentare anomalie, peccato che la caserma abbia già dei punti critici. Al punto che le quattro famiglie che vivono negli alloggi, dovranno essere trasferite nelle prossime settimane. Informazioni che ieri sono state fornite ai sindaci della zona, che ora puntano a nuove perizie per poter valutare nel modo più completo la già grave situazione. Il summit si è tenuto in prefettura dove i primi cittadini di Dueville, Caldogno, Monticello Conte Otto, Costabissara e Montecchio Precalcino si sono confrontati per più di un'ora con il viceprefetto vicario Massimo Marchesiello e con i vertici provinciali dei carabinieri. «I quattro collaudi che sono stati eseguiti, sia durante le varie fasi di edificazione dello stabile che al termine dei lavori, indicano che entrambi gli edifici sono a norma. Ma una recente perizia - conferma il sindaco duevillese Giusy Armiletti, nominata portavoce dopo l'incontro - conferma che la tenenza e gli alloggi dei militari presenterebbero problemi strutturali. Al momento non ci è stata ancora consegnata questa nuova analisi tecnica e per questo abbiamo già avanzato una richiesta ufficiale». Per ora i carabinieri rimangono nella struttura: durante il confronto di ieri mattina, infatti, non sono state stabilite date per un eventuale sgombero degli edifici. «Abbiamo chiesto alla prefettura che intervenga con urgenza per attivare i vigili del fuoco affinché controllino se effettivamente esiste un concreto rischio strutturale. Nel frattempo le cinque Amministrazioni comunali si impegneranno, investendo fondi propri, per affidare a un pool di esperti esterni, specializzati in materia, una valutazione che confermi o meno quanto evidenziato dalla perizia - aggiunge Armiletti - Siamo decisi ad andare fino in fondo. Abbiamo bisogno di capire e avere conferme. Quella della tenenza sta diventando una storia infinita con questa ulteriore complicazione: noi sindaci, però, affronteremo le criticità ancora una volta compatti». A convocare l'incontro di ieri è stato il viceprefetto vicario Marchesiello con una comunicazione ai cinque Comuni. "Il 24 gennaio 2017 il Comando provinciale dei carabinieri di Vicenza ha comunicato che nell'ambito di un'attività di verifica dei due edifici costituenti rispettivamente la sede e gli alloggi di servizi della tenenza di Dueville, il consulente tecnico d'ufficio, incaricato dell'effettuazione degli accertamenti tecnici, ha evidenziato che l'edificio dove hanno sede gli alloggi di servizio presenta, nel cento per cento dei punti verificati a campione, vizi e difetti costruttivi di gravità media o elevata", si legge nella convocazione. Criticità che sarebbero state valutate "tali da inficiare significativamente la capacità di risposta strutturale dell'organismo sismo-resistente". Stando alla perizia, dunque, sarebbe necessario un "temporaneo sgombero" della struttura, al fine di eseguire "una nuova verifica strutturale e l'esecuzione dei necessari consolidamenti". La tenenza, invece, si legge ancora, "pur presentando nel cento per cento dei punti verificati a campione vizi e difetti costruttivi di media gravità", richiederebbe "l'effettuazione di una campagna di indagine più diffusa, senza però ritenere al momento necessario lo sgombero dello stabile". © RIPRODUZIONE RISERVATA


Eugenio MarzottoMarco Billo
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