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Rimangono gravi le condizioni del padre accoltellato

DUEVILLE. Ferito dal figlio il 17 novembre

A un mese di distanza dal fatto, Marco Cerasoli respira attraverso una macchina e resta sedato

Non migliorano, purtroppo, e restano gravi le condizioni di Marco Cerasoli, l´uomo di Povolaro di Dueville accoltellato in casa il 17 novembre dal figlio Luca, uno studente di 21 anni. Il cinquantenne, che in passato ha lavorato come manager ma che da qualche tempo era disoccupato, è sempre ricoverato nella rianimazione del San Bortolo, dove è assistito e controllato assiduamente dai medici e dagli infermieri dello staff del primario Raffaele Bonato e del responsabile della terapia intensiva Silvio Marafon. A preoccupare è soprattutto la ferita al fegato provocata dal fendente scagliato con violenza dall´alto verso il basso trafiggendo lo sterno. Non si riesce ancora a domare del tutto l´infezione. In questi casi il pericolo potrebbe essere una setticemia, per cui i medici preferiscono continuare a tenere il paziente intubato e sedato.
Cerasoli è stato riportato in rianimazione dopo il secondo intervento chirurgico al quale è stato sottoposto la scorsa settimana a causa di un´improvvisa complicazione sempre al fegato. La sua lotta per la vita, con momenti che sono stati anche molto difficili, va avanti ormai da un mese. Dopo il dramma dell´aggressione e l´arrivo nell´ospedale di Vicenza, il lungo intervento chirurgico in urgenza al torace e il primo ricovero in rianimazione. Due settimane piuttosto dure, e una situazione altalenante in cui, grazie anche all´impegno dei gastroenterologi, le condizioni di Cerasoli sono andate progressivamente migliorando, tanto da far decidere ai medici di sciogliere la prognosi e di trasferirlo in chirurgia per la convalescenza sotto la stretta sorveglianza dei sanitari del reparto guidato dal primario facente funzioni Giuliano Scalco. All´inizio sembrava che i progressi potessero proseguire e che l´uomo potesse ristabilirsi rapidamente.
Invece, la ferita al fegato ha ripreso a sanguinare, per cui è stato necessario riportarlo in sala operatoria per un nuovo e delicato intervento effettuato da un team di tre chirurghi. Quindi, il ritorno in rianimazione, dove Cerasoli respira con la macchina, e viene sedato per stabilizzarne meglio i parametri, alternando fasi di parziale risveglio e di assopimento.
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