Resta 11 giorni in coma Muore dopo lo schianto

Era ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Bortolo di Vicenza
L'imprenditore Giuseppe Valente è deceduto per le gravi conseguenze di un incidente sulla Marosticana La sua auto centrata da un furgone

Era rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto lunedì della settimana scorsa riportando ferite che poi si sono rivelate gravissime. Dopo undici giorni di coma è morto, venerdì notte, all'ospedale San Bortolo di Vicenza dove era stato ricoverato in rianimazione, l'imprenditore di Dueville Giuseppe Valente. Aveva 72 anni. Titolare per tre decenni del sacchettificio a conduzione famigliare "Linea Valentina", era stimato e conosciuto in paese dove ha sempre vissuto assieme alla sua numerosa famiglia di origine e a quella che aveva costruito con amore assieme alla moglie Ivana Carloni e al figlio Fabio. La comunità di Dueville da ieri è in lutto per la sua scomparsa, decesso avvenuto in seguito all'incidente verificatosi sulla Marosticana, all'incrocio con via Cresole, al confine tra Dueville e Vicenza (nel territorio comunale della città), il 7 maggio attorno alle 9.30. In base a una prima ricostruzione da parte della polizia locale di Vicenza, la moglie si trovava al volante della propria auto, con il marito seduto a fianco.Il mezzo stava proseguendo sulla provinciale con direzione Vicenza per recarsi in ospedale (Giuseppe aveva in programma una visita) quando, dalla laterale via Cresole, è uscito un furgone di un corriere espresso. Inevitabile lo scontro: l'auto è stata centrata sul lato del passeggero, dove si trovava seduto l'imprenditore. E l'impatto è stato talmente violento che Valente ha riportato gravi ferite. Sul posto sono intervenuti un'ambulanza del Suem e una pattuglia della polizia locale di Vicenza con il supporto di una del consorzio Nevi. «Quando mio padre è stato ricoverato in ospedale era molto grave e i medici ci avevano dato poche speranze - racconta affranto il figlio Fabio -. Era un grande uomo, dedito al lavoro e alla famiglia. Si è fatto da solo, partendo dal niente più di 30 anni fa quando ha deciso di fondare la sua azienda, un sacchettificio gestito a livello famigliare. Nel suo lavoro ci metteva l'anima e la serietà era la caratteristica che più lo contraddistingueva: dare la parola e rispettarla per lui era sacro, non veniva mai meno agli impegni presi con gli altri; la correttezza prima di tutto. E questi valori li ha trasmessi anche a me e di ciò gliene sarò sempre grato. Mio padre era molto socievole e di compagnia, non mi ha quindi stupito ricevere ieri tante attestazioni di vicinanza in paese». Era un uomo semplice, attaccato alle sue radici, Giuseppe Valente, che nel tempo libero si divideva tra la famiglia e due grandi passioni, la caccia e la pesca. La famiglia della vittima ha dato il consenso per donare le cornee. La procura, con il pm Parolin, ha aperto un'inchiesta per valutare le responsabilità dell'incidente finito in tragedia.

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