Rebus di Marioni tra Modigliani Manara e Schiele

MOSTRA. Al Matalon di Milano fino al 31 marzo

Riferimenti artistici ben precisi nelle opere della pittrice vicentina

Dopo gli allestimenti di Roma (Gallerie del Chiostro del Bramante), di Como (San Pietro in Atrio) e di Lugano (BIM Suisse), si svolge a Milano, al Museo Fondazione Luciana Matalon, in Foro Buonaparte 67, la quarta tappa della mostra "Rebus" della pittrice vicentina Monica Marioni, a cura di Ivan Quaroni e promosso da Link Art International.

Si tratta di una raccolta di una quindicina dei lavori realizzati nel 2012: nudi, torsi, volti dalla composizione scabra che ricorda l´allure di alcuni padri dell´Espressionismo austriaco, specialmente di Egon Schiele, con l´uso insistito di una linea che costruisce figure allucinate dall´aggressività esplicita, travolte da una solitudine esistenziale in ambienti inospitali, interni labirintici, sale cinematografiche semivuote, scale, strade, panorami urbani di cui s´intuisce l´alienazione. Pochi i colori; oltre al nero, il rosso e il bianco utilizzato cromaticamente, a campi o a macchie, su supporti in cartone oppure su carta di giornale. Un particolare questo interessante perché la pubblicazione utilizzata per alcuni lavori è - ovviamente in ristampa anastatica - la rivista "Corrente", fondata a Milano nel 1938 e diretta dal pittore Ernesto Treccani, divenuta in breve l´organo milanese-fiorentino di riferimento degli artisti e degli intellettuali italiani d´opposizione al regime fascista. L´intento è quello di ripercorrere le tappe e gli obiettivi di quel foglio, pur consapevole delle mutate condizioni storiche e culturali: dire chiaramente i propri intenti partendo dal "sé" e cercare un rinnovamento nell´ambito di una cultura europea. Lo ribadisce Ivan Quaroni nel testo a catalogo (altri due testi sono di Vittorio Sgarbi e di Antonina Zoru): " Prendendo a prestito il titolo di una celebre opera di René Daumal, si potrebbe collocare la ricerca artistica di Monica Marioni come una variante del gurdjieffiano "lavoro su di sé". L´ego, con le sue estensioni in campo emotivo, psicologico e persino spirituale è, in effetti, il dominio operativo entro cui si dipana l´opera dell´artista vicentina". I riferimenti figurativi di Marioni sono quelli della "tradizione" italiana più classica: Michelangelo, Dante; ma anche e perché no? personaggi più attuali dei fumetti, come Joker, criminale nemico del supereroe Batman, creato da Jerry Robinson, nel1940. Non a caso il personaggio era stato chiamato il "Jolly", nome italiano più diffuso della omonima carta da gioco, simile ai "rebus" di Monica Marioni. I riferimenti sono anche relativi alle donne di Milo Manara, ai volti di Modigliani, oltre che alle segaligne figure di Schiele.
L´artista (nata a Treviso nel 1972 ma trasferita giovanissima nel Vicentino) ha iniziato a dedicarsi esclusivamente all´arte a partire dal 2004.
La mostra "Rebus" è accompagnata da un catalogo (64 pagine, euro 15), e rimarrà aperta da martedì a sabato dalle 10 alle 19 fino al 31 marzo.

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