Profughi nella canonica ristrutturata

DUEVILLE. L'annuncio l'ha dato il parroco, don Fabio Ogliani, nel corso di una assemblea pubblica. Ad essere interessato è l'edificio di Vivaro

L'idea sta dividendo il paese e contro chi è d'accordo si schiera già un movimento che preferiva dare l'alloggio a famiglie del posto

 Potrebbe ospitare un piccolo gruppo di profughi il primo piano della canonica di Vivaro, una volta che questa verrà ristrutturata. L'annuncio l'ha dato lo stesso parroco, don Fabio Ogliani, nel corso di un'assemblea e la notizia ha subito scatenato i commenti dei cittadini. Soprattutto quelli di chi avrebbe preferito che l'alloggio fosse destinato a persone bisognose pescate fra le famiglie di Dueville.L'intento della parrocchia è quello di ristrutturare l'edificio, disabitato da otto anni, con un intervento che stando ai primi preventivi si aggirerebbe tra i 30 e i 40 mila euro. In particolare le opere di sistemazione interesserebbero l'impianto idraulico ed elettrico, oltre all'installazione di nuovi telai per le finestre, lavori che dovrebbero essere ultimati per la prossima estate. «Poche settimane fa il prefetto ha chiesto, tramite il sindaco, la disponibilità della canonica per accogliere dei profughi per un periodo che può andare dai 9 ai 24 mesi», ha spiegato il sacerdote dell'unità pastorale Dueville-Vivaro. «Pur favorevoli all'accoglienza, riteniamo che sia necessario guardare oltre all'emergenza di trovare un posto dove dormire. Consideriamo importante che il programma di accoglienza venga gestito dalla Caritas diocesana e indichiamo come preferenza un nucleo famigliare, più facilmente predisposto all'integrazione».In sintesi, meglio una famiglia o un gruppo di profughi che si integrino, piuttosto che una soluzione mordi e fuggi.«I costi della ristrutturazione non saranno unicamente a carico della parrocchia, richiederemo un contributo anche al Comune. L'appartamento inoltre avrà un accesso indipendente e in futuro potrà essere messo a disposizione della diocesi per finalità sociali». Durante l'incontro non sono emersi particolari dubbi, ma poi le perplessità e le critiche sono venute a galla. «Ci sono molte famiglie che vivono in condizioni difficili e che non hanno nemmeno i soldi per pagare la mensa scolastica al figlio. Forse sarebbe più giusto utilizzare i fondi, da investire nella ristrutturazione, per i cittadini in difficoltà», commenta Sara Cecchetto. «Vivaro è una frazione con mille abitanti, senza supermercati e con pochi servizi», aggiunge Cecilia Rosset. «Sarebbe meglio ospitare i migranti in un centro più grande». «Va bene ristrutturare la canonica, ma non per i profughi. Qui non li vuole nessuno», afferma Morgan Fioravanzo. «Potrebbe essere uno spazio per i gruppi scout». «Sono contrario perché quest'opera non sarà per il paese, ma per degli estranei. Chi era presente all'assemblea pubblica non ha avuto coraggio di esprimersi contrariamente», spiega Guerrino Grigenti. «La canonica ristrutturata potrebbe ospitare associazioni e un medico di famiglia di passaggio una volta a settimana, servizio che manca a Vivaro». «Se veramente arriverà una sola famiglia non sarà un dramma. Però bisognerebbe pensare prima alle famiglie in difficoltà del Comune», conclude Adriano Zamberlan.

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