Profughi, c'è l'accordo «Ora si liberino gli hotel»

IL CASO. Programma triennale con un milione di euro per accoglierli in edifici comunali e privati

Sandrigo e Dueville hanno approvato congiuntamente il progetto Sprar per ospitare venticinque migranti Firme arrivate a quota 1.700 per sollecitare la Prefettura

Il programma di accoglienza e integrazione per i richiedenti asilo Sprar avanza in provincia raggiungendo Sandrigo e Dueville. I due comuni (Sandrigo capofila) hanno infatti recepito il progetto e presentato una bozza per l'attivazione di 25 posti all'interno del bando ministeriale in scadenza a settembre. Un piano intercomunale triennale, 2019-2021, che intende avviare nei due territori il nuovo sistema di ospitalità rivolto a profughi "veri", cioè persone in fuga da guerre e persecuzioni e non ai cosiddetti migranti economici. Una differenza sostanziale soprattutto per Sandrigo, che da due anni ormai è stata eletta a Cas, Centro di accoglienza straordinaria, per circa 200 stranieri giunti da Africa e Medioriente e domiciliati negli hotel Ginia e Canova. E proprio la «liberazione delle due strutture ricettive» rimane la principale clausola di salvaguardia su cui l'Amministrazione sandricense insisterà davanti al prefetto, nell'incontro in programma a breve: sul piatto, oltre all'impegno certificato dalla proposta Sprar e alla delibera di giunta, anche le 1.700 firme raccolte negli ultimi mesi tra i cittadini che, a gran voce, chiedono lo sgombero degli alberghi. La difficile, se non impossibile, «accoglienza a pacchi di 100», per mutuare le parole del sindaco Giuliano Stivan e del vice Giovanni Rigoni, potrebbe quindi essere risolta o quantomeno allentata, già nei prossimi mesi, come spiega l'assessore ai servizi sociali Marica Rigon: «Anche questa prima documentazione è vincolante e persino prima dell'entrata in vigore dello Sprar dal 2019 il numero dei richiedenti asilo potrebbe cominciare a diminuire, anche se i due hotel non si svuoteranno dall'oggi al domani». L'accordo di partenariato "Ermes" tra i due enti, che avranno il supporto di Santorso e dall'associazione "Il Mondo nella città", prevede l'attivazione di 12 posti per Sandrigo (in alloggi che saranno reperiti da privati) e 13 a Dueville (con alloggi messi a disposizione dal Comune). Il costo stimato, nel triennio 2019-2021, è di un milione 40 mila 250 euro, vale a dire 346.750 euro all'anno. Si tratta, né più né meno, della somma totale data dai circa 38 euro pro capite moltiplicati per 25, per tutto il periodo di funzionamento dello Sprar. Periodo che, per ogni richiedente asilo, avrà la durata di 6 mesi, durante i quali saranno forniti "assistenza psico-socio-sanitaria e legale, mediazione linguistica-culturale, formazione professionale, accompagnamento e orientamento sociale e abitativo". Una sorta di full immersion nell'integrazione che, per i 200 ospiti dei due alberghi, non è ad oggi possibile continuando a sussistere una situazione emergenziale gestita da due cooperative. Con l'entrata in scena dello Sprar invece, il coordinamento amministrativo ed economico passerà direttamente agli uffici di Sandrigo per mettere fine a qualsivoglia forma di business sulla pelle dei richiedenti asilo. Quella "Profugopoli" che, sempre a Sandrigo nel corso di una manifestazione del 2016, era stata denunciata dai vertici della Lega nord vicentina.

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