«Precario molestato dalla capufficio»

LA STORIA. Un'impiegata vicentina di 40 anni rischia di finire a processo per violenza sessuale e atti persecutori a danni di un suo sottoposto

Il giovane, con contratto in scadenza, avrebbe subito le pressanti avance della collega che lo avrebbe tormentato in ditta e fuori. Alla fine l'ha denunciata

Tormentato e molestato dalla sua capufficio. È quanto sarebbe stato costretto a subire un giovane vicentino, precario, mentre lavorava come impiegato per un'azienda della zona di Dueville. Stanco delle fastidiose avances, e quanto mai imbarazzato, ne aveva parlato con i vertici e quindi aveva sporto denuncia. Ora la procura, con il pubblico ministero Fietta, ha chiuso le indagini a carico di Antonella Tapparo, 40 anni, vicentina, che rischia di finire a processo per le ipotesi di stalking e di violenza sessuale (nell'ipotesi lieve) a carico di Giulio, ex collega di 31 anni, che potrebbe costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento dei danni che sostiene di avere subito. Va detto che l'accusa più pesante, gli abusi sessuali, potrebbe anche cadere prima dell'eventuale processo.UFFICIO. Tapparo è da diversi anni dipendente della ditta che, collegata ad una multinazionale, si occupa della produzione e della commercializzazione di materiali usati nell'industria farmaceutica. Con il passare degli anni è diventata responsabile di uno degli uffici; vista la mole di lavoro, aveva convinto il titolare ad assumere un collega che la affiancasse. Nel giugno 2016 era stato preso Giulio, con un contratto di un anno. A detta del giovane i primi mesi si era trovato molto bene: aveva imparato in fretta il mestiere tanto da ricevere più volte i complimenti della diretta superiore, dei colleghi e anche del titolare. Per questo sperava in una conferma del posto.STALKING. Da settembre in avanti, però, Tapparo avrebbe iniziato ad essere pressante con il collega. Inizialmente gentile, lo aveva invitato a bere qualcosa al bar dopo il lavoro, gli aveva fatto dei piccoli regali e lo aveva anche chiamato a cena a casa sua, assieme ad altri due colleghi. Giulio ha spiegato in denuncia di aver notato l'evidente interesse della capufficio nei suoi confronti, e di essersi trovato in grande imbarazzo. Lui non ricambiava quel sentimento, ma al tempo stesso non voleva deludere quella donna che, in pochi mesi, gli aveva insegnato il lavoro e si era comunque comportata con correttezza. Aveva deciso di rompere gli indugi quando lei lo aveva invitato a trascorrere una serata alle terme; aveva detto di no, motivando il suo rifiuto: «Sono fidanzato, ti stimo come collega ma non mi interessa vederti fuori dal lavoro». Da quel momento, lei avrebbe iniziato a tempestarlo di telefonate, a caricarlo di nuovi compiti sul lavoro, a trattarlo male; lo avrebbe pedinato, gli avrebbe lasciato messaggi minacciosi e petulanti, avrebbe parlato male di lui a colleghi e superiori. MOLESTIA. In un'occasione, nel marzo scorso, Tapparo avrebbe baciato Giulio, toccandolo nelle parti intime. Lui si era recato dal titolare che lo aveva spostato di sede (e poi gli ha confermato il contratto) ed ha sporto denuncia. Della molestia sessuale, però, non avrebbe fatto riferimento con alcuno, se non in denuncia; eppure in ditta molti sapevano del pressing amoroso della capufficio. Per questo l'accusa potrebbe cadere; Tapparo avrà modo di difendersi.

Tagged under: denuncia lavoro curiosità

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.