PORNOGRAFIA Si può fare parecchio per limitarne la diffusione

Lettere al Giornale

La vicenda del video hard nella terra di Parise ci potrebbe portare a raccontare una storia (solo) vicentina. In realtà, a pensarci bene, il fatto può diventare l´occasione per aiutarci a riflettere e a porre delle considerazioni più generali e culturali.
L´immissione del sesso (nelle sue forme più devianti) ad ogni piè sospinto nella nostra società è sotto gli occhi di tutti. Internet, riviste, film, canali televisivi, pubblicità, linguaggio, prostituzione (porneia significa ciò), pedofilia…sono il risultato della cultura radical-libertaria che negli anni Settanta è partita (in termini anche necessari) sviluppandosi poi in rappresentazioni distorte e stereotipate. Oggi gli adolescenti con molta facilità guardano, scaricano, si scambiano immagini e video ad alto contenuto erotico in modo disinibito (sexting). Quello che è successo nella scuola cattolica vicentina è solo una goccia nel mare della babele mediatica nella quale oggi ci troviamo.
A fronte di tale situazione ci si chiede: che cosa fare? Gli adulti e le istituzioni come possono intervenire? Serve uno sforzo comune e ognuno deve fare la propria parte. La famiglia educhi i giovani ad un uso quaresimale dei sistemi informatici (cellulari e pc): utilizzo solo in età matura. Immissione dei contenuti pornografici da parte delle società che gestiscono il web solo a pagamento, ponendo filtri e restrizioni d´accesso. La stampa: quotidiani e riviste “normali” è bene che siano prive di foto irrispettose del corpo femminile. Politica: leggi sempre aggiornate sul tema. Scuola: recuperare l´educazione all´affettività dentro le materie curriculari lasciando l´intervento medico e sanitario solo a chi ne fa richiesta e per i casi di emergenza (è dimostrato che sollecitare gli adolescenti su tali tematiche espone gli stessi ad una sessualità precoce).
Il linguaggio: il parlare comune oggi (come in tv) accetta spesso che i nominali dei genitali maschili e femminili siano mercificati e cosificati. Questa non virtuosa abitudine, non deve però poi lasciarci sgomenti dell´accadere di fatti più pesanti. Il grande viene dal piccolo.
Questa sessualità antiestetica e brutale, figlia della società del piacere, produce negli adolescenti una “visione distorta e aberrante” della relazione uomo-donna.
Proponiamo invece ai giovani (attraverso l´arte, la letteratura, il grande cinema) una “sessualità sana, rispettosa e bella tra due persone ispirate dall´amore”, le quali “attratte da una pulsione sessuale, si cercano con rispetto”.
E se dal Parlamento Europeo arrivano segnali di preoccupazione (il testo Liotard, purtroppo poi ritirato, dice che la “pornografia è diventata pervasiva e sta penetrando nella vita quotidiana come elemento accettato e spesso idealizzato”), qualcosa vorrà dire.
Guardiamo sia la luna che il dito.
Sergio Benetti
Docente di religione
Dueville

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