Passione per la Garganega fra tradizione e tecnologia

IL VINO. L´azienda è condotta da Roberto Zonin e dal figlio Michele

«Crediamo nel Gambellara: è questa l´espressione del nostro territorio»

 

Tradizione, tecnologia, territorio: questo il credo della cantina di Roberto Zonin, a Gambellara. Nata nel 1975 grazie all´iniziativa del titolare - che negli ultimi anni ha passato il testimone al ventisettenne figlio Michele, sebbene continui a supervisionare la produzione e a dispensare saggi consigli - l´azienda produce nei suoi sette ettari di terreno Gambellara classico e spumante, Prosecco, Pipaldo bianco (da garganega in purezza), Camé (uvaggio di merlot e cabernet), Recioto spumante e Vin santo. Ventimila le bottiglie sfornate annualmente, destinate al mercato italiano (privati e ristoranti).
In realtà, l´attività della famiglia Zonin risale al secondo dopoguerra, ma solo dalla metà degli anni Settanta quella che era una piccola realtà famigliare ha assunto i connotati di una vera e propria cantina di produzione. «Noi lavoriamo quasi esclusivamente con l´uva Garganega perché è questa uva l´espressione del nostro territorio - afferma Michele Zonin - E siccome la tradizione nel vino è un patrimonio da conservare e tramandare, per noi giovani produttori sono molto importanti anche la sperimentazione e l´utilizzo di nuove tecnologie».
Michele e Roberto Zonin guardano con fiducia al futuro. A breve metteranno in bottiglia Perbacco, un rosso fatto ripassare su vinacce di vin santo che all´assaggio segnala interessanti possibilità di maturazione. Ma è sui vini da uva garganega che l´azienda crede di più. E non a caso, grazie a Gambellara classico, Pipaldo, Recioto e Vin Santo, l´azienda è entrata per la prima volta nella guida del Touring “Vini buoni d´Italia 2014” .
Il Gambellara classico, in particolare, all´assaggio dona gradevoli sensazioni fruttate e floreali di banana e fiori d´acacia con finale minerale. Il gusto è fresco, lievemente acidulo. Ma anche il vin santo colpisce per morbidezza, per il ricco bouquet e per le note di ananas e miele. Su questo vino, in particolare, Michele Zonin sta seguendo un progetto cui tiene molto: «Con altri giovani colleghi, Nicola Menti, Luca Framarin e Vincenzo Vignato, stiamo sviluppando una sperimentazione sull´uva garganega. Grazie alla collaborazione con l´università di Verona, abbiamo scoperto che qui esiste un ceppo di lievito dal dna unico e specifico di questi vigneti. Si chiama Saccaromices Gambellarensis. La nostra idea è di moltiplicarlo per arrivare a produrre il vin santo con questo unico lievito. Sarebbe un eccellente risultato della combinazione fra tradizione e tecnologia».
Il futuro della doc Gambellara è dunque in mano ai giovani…
«Io sono contento di come si sta muovendo la nuova generazione. Anche altre piccole aziende della zona hanno a capo giovani imprenditori. Tutti assieme stiamo cercando di far conoscere di più il nome di Gambellara, o di ricercare contributi europei di modo da rafforzare l´immagine del nostro territorio e provare ad arrivare ai livelli a cui è giunta la vicina doc Soave. Impresa difficile, ma non impossibile».

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