Parenti in municipio, ci scusiamo

Il Consiglio comunale ha affrontato il delicato caso dell´assessore Elena Lionzo e della cognata Mara Zanin, revisore dei conti

Il sindaco Armiletti ha ammesso l´errore, ribadendo l´assoluta buona fede. L´opposizione ha segnalato il caso al prefetto

«Ci scusiamo per quanto accaduto, non c´è stata malafede». Durante la seduta del Consiglio comunale di venerdì sera, sia il sindaco Giusy Armiletti che l´assessore alle politiche sociali e al personale Elena Lionzo hanno riconosciuto pubblicamente l´errore: per otto mesi il revisore dei conti del Comune di Dueville, Mara Zanin, ha operato in una condizione di incompatibilità, proprio perché cognata di Lionzo. «Nel momento in cui il sindaco ha nominato l´assessore, il revisore è automaticamente decaduto», ha spiegato il segretario comunale Pasquale Finelli rifacendosi alle norme del codice civile e del testo unico degli enti locali. Un fatto che però è venuto alla luce solo pochi giorni fa, a ridosso della naturale scadenza di mandato di Zanin e otto mesi dopo la nomina di Lionzo.

«Di conseguenza tutti i pareri del revisore non legittimato, hanno viziato i provvedimenti adottati dal Consiglio comunale». Nonostante ciò, per il segretario comunale questi atti non sarebbero nulli. «Perché c´è presunzione di legittimità», ha sottolineato Finelli, aggiungendo poi che i provvedimenti in questione hanno già avuto effetto: dei fornitori, ad esempio, sono già stati pagati, come è già avvenuta l´erogazione di alcuni contributi. Per il consigliere del gruppo di minoranza “Dueville Futura” Nicola Zaffaina, che ha portato alla luce la questione, sono due in particolare gli atti di rilievo viziati di illegittimità: «La variazione di bilancio di luglio con cui sono state apportate sostanziali modifiche agli stanziamenti e la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e degli equilibri finanziari, oltre ad un´ulteriore variazione, di settembre - ha illustrato il membro dell´opposizione -. Inoltre senza la nostra segnalazione si sarebbe arrivati a breve all´approvazione del bilancio 2015 con il revisore in regime di proroga, quindi con una delibera viziata riguardante il documento più importante del Comune. Mi chiedo infine: abbiamo pagato comunque il revisore per questi otto mesi?».
Il grillino Massimo Golzato ha parlato di malafede: «Per noi del Movimento 5 Stelle è impossibile che nessuno del suo entourage, sindaco, fosse a conoscenza di tale incompatibilità. A nostro avviso si tratta di semplice malafede che mal si abbina con il compito di rappresentare tutti gli elettori di Dueville». Ora entrambi i gruppi consiliari procederanno con la segnalazione dei fatti alla prefettura, attendendo ulteriori sviluppi.
«Non ci è stato detto che c´era incompatibilità e mi fido dei funzionari comunali - ha ribattuto Armiletti -. Ammetto l´errore e se ci fossimo accorti prima avremmo fatto tutti i passaggi necessari». «Una svista nel momento in cui ci siamo confrontati in giunta sulle possibili incompatibilità. Ci scusiamo sia dal punto di vista politico che amministrativo», ha aggiunto Lionzo. Rivolgendosi poi a Finelli l´assessore ha chiesto: «Perché non ce ne siamo accorti?». Il segretario comunale, pur ammettendo le proprie responsabilità, non ha voluto entrare nel merito della questione. Terminata la discussione, il Consiglio comunale ha approvato all´unanimità la nomina del nuovo revisore unico dei conti per il triennio 2015-2018. Sarà Michele Fante, residente a Cittadella. Compatibile.



«Gli atti andavano impugnati»

«Un atto amministrativo può anche essere non valido per illegittimità, ma finché non viene annullato può ancora avere effetti».
È questa la spiegazione che fornisce l´avvocato Dario Meneguzzo, esperto di diritto amministrativo.
«Di conseguenza, una delibera può essere annullabile, ma solo se viene effettivamente annullata da un giudice o dal Consiglio comunale stesso, perderà gli effetti portati». Il legale spiega, però, che esistono dei termini da rispettare nell´impugnare l´atto.
«Può portarlo in tribunale solo qualcuno che è legittimato a impugnarlo, ad esempio un consigliere comunale che ha dato voto contrario alla delibera. In ogni caso ci sono 60 giorni di tempo dall´approvazione in Consiglio per avviare il procedimento».
Insomma, gli atti votati dall´amministrazione comunale di Dueville, che riportavano un parere del revisore dei conti incompatibile, rimangono validi. Quindi la questione dovrebbe essere chiusa, almeno dal punto di vista legale.


Il revisore pizza e mandolino

Dennis Dellai

Quello che è accaduto a Dueville è la sintesi di quanto il pressapochismo sia il marchio doc di un certo modo di agire e pensare. All´italiana per intenderci.
Lo è quanto il mandolino o la pizza. È parte stessa del dna tricolore.
Succede che l´assessore e il revisore dei conti sono cognate, tutti lo sanno ma nessuno si preoccupa di porsi il dubbio sulla legittimità della situazione. E il carrozzone va avanti comunque, per otto mesi con i pareri del revisore “incompatibile”.
Vogliamo credere nella buona fede, ma allora la superficialità ha raggiunto livelli disarmanti. Stiamo parlando di un´amministrazione comunale, non del gruppo anziani. E ci aspettiamo qualcosa di più che una gestione allegra, alla “pummarola ´ncoppa”.

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