Parco nuovo resta chiuso e i sindaci sono in rivolta

IL CASO. Per realizzare l'area naturalistica è stato necessario un investimento di 2,5 milioni

I Comuni di Caldogno, Dueville e Villaverla hanno speso 300 mila euro
«L'oasi delle risorgive pronta dal 2012 ma manca ancora la gestione»

Dopo due anni di attesa, c'è ancora da aspettare. Slitta a dopo l'estate la firma dell'accordo per la gestione del parco delle sorgenti tra Dueville, Villaverla e Caldogno. E i sindaci sono sul piede di guerra, visto il mistero di questo ritardo nei tempi. Un ennesimo ritardo nella lunga vicenda dell'area naturalistica che si trascina dal dicembre 2013, quando erano stati conclusi i lavori del progetto Life Sorba.Da allora, nonostante il bando per la gestione fosse stato pubblicato nel 2012 e vinto dalla Fondazione per la cultura rurale (contattata ieri telefonicamente ma con impossibilità di essere raggiunta), il parco non è mai stato preso in gestione, con continui rinvii dell'incontro in Provincia che avrebbe dovuto sancire l'accordo tra i l'ente, i Comuni coinvolti e, ovviamente, la Fondazione.Ora c'è un nuovo posticipo: i sindaci sono stati "rimbalzati" dalla Provincia a settembre, in attesa che venga rivista la bozza di protocollo che da mesi è sotto la lente in particolare per il numero di anni di affidamento dell'area (5 quelli previsti dal bando, 20 quelli chiesti dalla Fondazione, 18 quelli che, in un primo momento, sembravano essere stati accordati). «Un problema evidentemente c'è - commenta il sindaco di Villaverla, Ruggero Gonzo - Eravamo rimasti che la Fondazione avrebbe avuto il parco per cinque anni più cinque; poi è saltato tutto. Il rischio è che i tempi per la presa in gestione si allunghino a scapito dei fruitori dei tre Comuni, che va ricordato hanno speso 100 mila euro a testa nel progetto». «Non capiamo - aggiunge il sindaco di Caldogno, Marcello Vezzaro - perché non sia ancora stato trovato un accordo con la Fondazione; se il problema è quello del non rispetto del bando iniziale e se l'intenzione è di rifare la gara è bene che si dica, senza perdere ulteriore tempo». Ammette ritardi nella procedura anche il sindaco di Dueville, Giusy Armiletti: «Ci si augurava di arrivare all'affidamento dell'area nel giro di pochi mesi. In effetti, può darsi che del tempo in più potrà servire ad ottenere un miglior risultato». A non comprendere le lungaggini burocratiche è di certo l'ex assessore provinciale all'ambiente, oggi sindaco di Arcugnano, Paolo Pellizzari, promotore dell'intero progetto: «Il parco era praticamente già pronto nel 2012, quando l'abbiamo inaugurato. Da allora quello che sta succedendo è inspiegabile. La questione è diventata politica e chi ha vinto il bando può risultare simpatico o meno, ma ha vinto regolarmente una gara aperta a tutti». Decise a riaprire i giochi sul futuro del parco da 2,5 milioni di euro sono le associazioni ambientaliste, a partire da "Dueville più verde". Nessuna replica, per il momento, dalla Provincia.

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