Parco delle risorgive per ora è un flop

IL CASO. Le accuse sollevate dalle associazioni ambientaliste. I sindaci rispondono che la Provincia attende il via libera dalla Comunità europea

L´area è in degrado, abbandonata e in preda alle erbacce che ormai coprono anche i segnali posizionati per indicare i punti di interesse

Il parco delle sorgenti del Bacchiglione doveva diventare una grande oasi naturalistica attrezzata. Almeno così annunciavano pomposamente i politici locali nel 2011. Probabilmente lo diventerà, ma per ora il dato certo è che il polmone verde è diventato una giungla infestata da erbacce che stanno coprendo anche i cartelli posizionati per indicare i punti di intertesse. Insomma, il degrado è totale.
A segnalarlo otto associazioni ambientaliste dell´Alto Vicentino hanno rotto il silenzio sul parco e hanno alzato la voce sullo stato in cui attualmente versa la grande area verde a confine tra Dueville, Villaverla e Caldogno riconosciuta come zona di protezione speciale e sito di importanza comunitaria oltre che luogo in cui è stata recentemente attuata un´opera di riqualificazione con fondi dell´Unione Europea e dei tre Comuni. La missiva, in cui sono descritte diverse criticità, è stata inviata ai tre enti comunali. “Dalla chiusura dei lavori di fine dicembre 2013 ad oggi non è mai entrato in atto alcun tipo di gestione del sito naturalistico”, scrivono “Dueville+Verde”, “Lipu”, “Biosphaera”, “Legambiente”, “Il Mosaico”, “Lav”, “Una” e “Lac”. “Il suo utilizzo è limitato a rare e occasionali manifestazioni: ne consegue che l´area è per la maggior parte del tempo inaccessibile alla cittadinanza oltre che in uno stato di abbandono e incuria che la renderà in futuro non usufruibile, se non a seguito di interventi straordinari e onerosi”. Nella lettera i firmatari hanno sottolineato che il parco delle Sorgenti, attualmente gestito dalla Provincia, non è ancora stato preso in carico dalla “Fondazione per la Cultura Rurale”, vincitrice del bando di gestione indetto dall´ente provinciale nel marzo 2012. Le otto associazioni, già attive nella valorizzazione di altri siti naturalistici del circondario, si sono anche messe a disposizione dei tre Comuni.
Squillato il campanello d´allarme, i Comuni si sono informati per capire le motivazioni dei ritardi. «La Provincia sta attendendo il via libera della Comunità europea per attivare il piano di gestione, denominato “Post Life”», spiega l´assessore alle politiche ambientali di Dueville Paolo Ronco. «La risposta dovrebbe arrivare a breve e quindi si potrà firmare il contratto con il gestore. Anche a noi dispiace per questi ritardi ma il “Post Life” è una misura di salvaguardia della trasparenza che la stessa Provincia ha richiesto. Sul futuro impiego delle associazioni tutto dipende da chi gestirà il parco». Per il primo cittadino di Villaverla Ruggero Gonzo si dovrà organizzare una tavola rotonda. «Ho intenzione di convocare le associazioni, la “Fondazione per la cultura rurale” e le altre amministrazioni comunali per discutere sul futuro del parco. Ora l´area potrebbe essere definita abbandonata: non lo è del tutto perché periodicamente vengono effettuati dei lavori di manutenzione. D´altro canto non è nemmeno vissuta dai cittadini come effettivamente dovrebbe essere». «Ho segnalato più volte il degrado di quella zona - dichiara infine il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro – parlandone anche di recente con il nuovo presidente della Provincia Achille Variati. È una questione da prendere immediatamente per mano perché tutti e tre i Comuni hanno investito soldi nell´opera».

 


LE CARATTERISTICHE

Secondo quanto illustravano i curatori del progetto, il parco delle sorgenti del Bacchiglione dovrebbe avere caratteristiche che lo rendono la più grande area di risorgiva d´Europa.
In tutto 24 ettari di polmone verde con 1.952 piante ad alto fusto, 127 specie di uccelli (fra cui 23 molto rare), oltre a pesci, anfibi e rettili. Per ora, però, ci sono solo erbacce.
In attesa di tempi migliori.


Una storia iniziata nel 2009

Di parco delle sorgenti del Bacchiglione si sente parlare da qualche anno. Un´opera che ha iniziato a prendere forma nel 2009 sotto la guida dell´allora assessore provinciale ai beni ambientali Paolo Pellizzari il cui intento era di riportare allo stato originale un´area su cui al tempo sorgeva una peschiera degli anni ´60.
Nell´aprile del 2011 veniva posata la prima “zolla”, alla presenza del presidente della provincia Schneck, dello stesso Pellizzari e dei sindaci dell´area. Il 6 maggio del 2012 altra parata di star della politica per l´inaugurazione a lavori non conclusi. Una prassi consolidata in Italia, specie alla vigilia di tornate elettorali.
Poi, nel dicembre del 2013, arriva addirittura un convegno in grande stile, con esperti e amministratori locali, durante il quale viene annunciato che il parco è ultimato e che dovrebbe essere aperto nel gennaio del 2014 con la presa in carico dell´area da parte della “Fondazione per la cultura rurale” dell´europarlamentare” Sergio Berlato.
Da allora il nulla. Il parco attende che qualcuno lo prenda in gestione e lo tenga in ordine, ma soprattutto lo apra a chi vuole conoscere le bellezze naturalistiche locali.

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