Palazzina in fiamme, donna è gravissima

Il rogo partito la notte di Natale da un salotto al pianoterra per un corto circuito si è propagato all´edificio e ha distrutto due appartamenti a Passo di Riva

Una pensionata di 70 anni ieri sera trasferita a Padova. Cinque persone intossicate, poi dimesse Otto famiglie sono state evacuate

Dramma la notte di Natale per un incendio che ha costretto all´evacuazione otto famiglie: cinque persone sono rimaste intossicate, di cui una in maniera molto grave, tanto da essere stata ricoverata inizialmente in rianimazione al San Bortolo. Nella serata di ieri le sue condizioni per le ustioni di terzo grado sono peggiorate ed è stata trasferita al centro grandi ustionati di Padova.
Se il giorno dopo ci sono pannelli di compensato a chiudere le finestre esplose per il calore e i segni scuri della fuliggine sui terrazzi del palazzo sequestrato, ieri l´odore di fumo ancora nell´aria e un Babbo Natale carbonizzato davanti alla porta d´ingresso davano l´idea della tragedia sfiorata dai condomini e dai loro ospiti: anche se uno di loro sta rischiando la vita.
È stato probabilmente un corto circuito ad incenerire il Natale di otto famiglie, residenti in un condominio che si trova al numero 318 di strada Marosticana, a Passo di Riva. Il rogo è scoppiato al piano terra ed è divampato, carbonizzando due appartamenti, causando l´evacuazione di una ventina di condomini e rendendo inagibile la palazzina. Cinque persone sono state ricoverate all´ospedale di Vicenza per intossicazione, fortunatamente poi risultata lieve, mentre una donna di 70 anni, ospite della famiglia Granata, è gravissima.
L´allarme è scattato alle 3.40 quando i vigili del fuoco sono stati allertati dai condomini: l´innesco al centro delle indagini (il malfunzionamento di un elettrodomestico o che cos´altro?) è avvenuto nel salotto dell´abitazione di Chiara Palma al piano terra. Le fiamme si sono subito propagate a due divani e a tutta la stanza, bruciando anche la porta d´ingresso dell´appartamento. È stato lo scoppiettio del mobilio a svegliare la proprietaria. Assieme al suo compagno ha suonato i campanelli di tutta la palazzina per svegliare i condomini.
In breve, però, l´incendio ha interessato anche la tromba delle scale e le due abitazioni del primo piano, mentre il fumo è arrivato al quarto ed ultimo piano. Destati, gli inquilini hanno tentato di mettersi in salvo: pochi sono riusciti a scendere subito nel cortile, mentre gli altri hanno dovuto barricarsi nelle stanze più distanti dal rogo. È stato il panico: c´è chi è uscito nel terrazzo anteriore e poi, smontando dalla finestra comunicante con il bagno dei vicini, si è messo in salvo; chi ha atteso i pompieri nel terrazzo posteriore e chi è saltato dal primo piano per sottrarsi al calore, al fumo e alle lingue di fuoco che hanno raggiunto i cinque metri. I vigili del fuoco, intervenuti con 15 uomini e sei mezzi provenienti da Vicenza, Schio e Arzignano, hanno evacuato sette persone con l´autoscala. Chiara Palma e il compagno Loris Dalla Via sono rimasti all´interno del proprio appartamento per tutta la durata delle operazioni di spegnimento, intrappolati nella camera da letto dove, per fortuna, il fuoco non li ha raggiunti. Dopo l´arrivo delle autopompe sono anche giunte cinque ambulanze del Suem e un´automedica, i carabinieri, la polizia locale e la protezione civile, assieme al vicesindaco Davide Zorzo.
I pompieri hanno impedito che le fiamme si propagassero alle abitazioni adiacenti. I danni sono molto ingenti e da quantificare. I solai del piano terra sono compromessi. Anche gli impianti elettrico, idrico e termico hanno subito danni cospicui. L´alta temperatura ha fuso gli elettrodomestici. L´intervento dei vigili del fuoco si è concluso alle 8 di giovedì. I condomini si sono trasferiti da parenti e conoscenti, oppure negli alloggi del ristorante Maracanà ai Pilastroni, messi a disposizione dal Comune. La procura ha avviato un´inchiesta e si teme per la vita della pensionata.


«Noi ci siamo salvati
saltando dalla finestra»

«Un Natale così non lo auguro a nessuno: speriamo di poter rientrare a casa nostra entro un anno». Sono le parole sconsolate di Alexandre Scudeler, che assieme a sua moglie e suo figlio nelle prime ore di giovedì stava dormendo al quarto piano del civico 318. «Il suono del campanello ci ha svegliati e abbiamo subito sentito l´odore dell´incendio. Ho aperto la porta e sono sceso per tre scalini ma il fumo era già troppo denso nell´aria, non mi permetteva di respirare e sono dovuto rientrare in casa. Usciti sul terrazzo non vedevamo nulla, così ci siamo chiusi in camera e abbiamo messo dei panni bagnati attorno alla porta. Per fortuna – racconta il brasiliano – mio figlio si è ricordato della finestra del bagno del vicino, comunicante con il nostro terrazzo: l´abbiamo smontata e siamo riusciti a metterci in salvo scendendo dall´appartamento adiacente». È andata diversamente al senegalese Abou Ly, inquilino assieme a due connazionali dell´appartamento sopra a quello dove è scoppiato l´incendio. «Sono state le urla a svegliarmi» racconta. «Il salotto era già invaso dal fumo e non potevamo uscire. Così ci siamo buttati sull´erba del cortile, facendo un salto di quasi cinque metri».
«Non ci siamo fatti nulla e subito sono andato a dare una mano alla signora invalida del piano terra portandola fuori dal suo terrazzino». È andata peggio ad una donna di 70 anni che si trovava al secondo piano: aprendo la porta del suo appartamento è stata investita dal calore ed è svenuta. L´hanno soccorsa i vigili del fuoco, ma l´alta temperatura le aveva ormai causato parecchie ustioni. Ora si trova nel reparto di rianimazione del San Bortolo, in coma farmacologico. «È una parente della famiglia Granata, giunta probabilmente per le feste» racconta Tommaso Carta, che abita nel blocco di appartamenti adiacente. «I suoi famigliari non sono riusciti a trarla in salvo e per scappare dal fumo e dal fuoco sono usciti sul terrazzo, già avvolto dalle fiamme. Ho aperto loro una via d´uscita staccando la finestra del mio bagno. Fortunatamente la loro parente è caduta rimanendo al di sotto del fumo». M.B.

TESTIMONIANZA/2. Loris Dalla Via, sentite le fiamme, ha suonato i campanelli, ma per salvare i cani è rimasto bloccato
«Che paura, ho subito svegliato tutti»

«Se non avessi suonato i campanelli di tutto il condominio forse si sarebbe potuta verificare una tragedia». È ancora scosso Loris Dalla Via, compagno di Chiara Palma, residente a Piovene Rocchette, ma nella notte della vigilia a casa della fidanzata. «È stato il crepitio del fuoco a svegliare la mia ragazza: subito non capivamo cosa fosse ma, dopo esserci alzati, abbiamo visto fumo e fiamme in salotto. Non ci ho pensato due volte, sono uscito ad avvertire gli altri e subito sono rientrato per mettere in salvo i nostri due cani. Proprio mentre mi stavo chinando per raccoglierne uno, una fiammata mi ha bruciato i capelli. Per fortuna in quel momento non ero in piedi». In pochi attimi l´incendio è cresciuto e e ha impedito all´uomo di uscire nel giardino. «Eravamo bloccati, così ci siamo chiusi in camera e poi in terrazzo: il sostegno della tenda a contatto col muro era diventato talmente caldo da essere quasi incandescente» racconta. «Dopo aver spento le fiamme e averci fatto uscire, i vigili del fuoco ci hanno detto che la temperatura in salotto e in cucina era talmente alta da raggiungere gli 800 gradi. Infatti il metallo era fuso e il resto in cenere».
Dalla Via non riesce a spiegarsi le motivazioni dell´incendio. «La mia compagna è meticolosa: prima di addormentarsi spegne tutto, anche le lucine di Natale. Forse, la scintilla è stata provocata da un guasto alla televisione». Su quanto tempo ci vorrà per rientrare nell´abitazione l´uomo non ha un´idea precisa. «Dei miei conoscenti che operano nell´edilizia hanno stimato che per sistemare l´appartamento ci potrebbero volere tra i dieci e i quindici giorni. Il problema sono i tempi della burocrazia e delle perizie assicurative: procedure lunghe, che non garantiscono una data sicura».
«La mia fidanzata è distrutta e ancora sotto choc: si stava pagando la casa con un mutuo e ora il lavoro di una vita è andato in cenere», conclude. «Avevamo anche intenzione di sposarci, ma con quello che è successo non so cosa succederà in futuro. Speriamo che qualcuno possa dare una mano a noi e alle altre famiglie colpite da questa disgrazia». M.B.

ACCOGLIENZA. Comune e Protezione civile
«Subito in albergo
e adesso dalle suore»

Grazie all´intervento del Comune, già alle 7 gli sfollati hanno trovato rifugio al ristorante Maracanà. «Chi non poteva sistemarsi da parenti o amici è stato accolto negli alloggi del ristorante» spiega il vicesindaco Davide Zorzo, accorso già alle 5 di mattina davanti alla palazzina carbonizzata.
«Erano otto gli ospiti, adesso sono sei perché due hanno trovato una sistemazione. Sono stati trasferiti già ieri pomeriggio nell´ex villino delle suore di Povolaro, struttura comunale dove potranno restare finché non riusciranno a trovare una soluzione provvisoria o a rientrare in casa».
Già dalle 4.30 sono arrivati i volontari della protezione civile per dare una mano ai condomini. Sono stati loro ad accompagnare le famiglie sia a Natale che ieri nelle proprie abitazioni per recuperare il salvabile e gli oggetti di prima necessità. «Giovedì mattina, inoltre, gli operai comunali hanno applicato delle tavole di compensato per bloccare l´accesso al piano terra della palazzina», conclude Zorzo. «Siamo intervenuti per risolvere l´emergenza e per non lasciare nessuno per strada».

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