«Pagheremo la perizia ma non i nuovi alloggi»

DUEVILLE. Il sindaco Armiletti portavoce anche dei colleghi sulla vicenda della caserma

I sindaci compatti: «Vogliamo altre conferme sullo stato della struttura e abbiamo chiesto di visionare i dati . La prefettura deve inviare i vigili del fuoco»

«Ci faremo carico di una nuova perizia per verificare le condizioni strutturali della tenenza e degli alloggi dei carabinieri, ma non di altro. Compresi gli affitti di eventuali nuove sistemazioni per i militari. Prima vogliamo avere altre conferme sullo stato della struttura». È la posizione del sindaco di Dueville, Giusy Armiletti, portavoce della propria Amministrazione Comunale, ma anche di quelle di Caldogno, Monticello Conte Otto, Costabissara e Montecchio Precalcino. Durante l'incontro di giovedì in prefettura, i sindaci, con il vice prefetto vicario Massimo Marchesiello e i vertici provinciali dei carabinieri, hanno affrontato il delicato argomento del rischio medio-alto di crollo, in caso di terremoto, della palazzina che ospita gli alloggi dei carabinieri, edificio attualmente abitato da quattro famiglie composte complessivamente da tredici persone. Questi problemi strutturali sono stati messi in evidenza da una perizia disposta dalla procura di Venezia, documento che avrebbe portato alla luce delle criticità - di minor entità e che non richiederebbero alcuno sgombero come invece sarebbe necessario per gli alloggi - anche nell'adiacente tenenza.SINDACI. «Siamo in attesa che la prefettura disponga l'intervento dei vigili del fuoco, al fine di verificare se effettivamente le strutture si presentano come descritto nella perizia: questa è l'azione più urgente - puntualizza Giusy Armiletti -. Al momento gli unici fondi che i cinque Comuni intendono mettere a disposizione sono quelli necessari per disporre un'ulteriore analisi degli stabili, realizzata da esperti esterni e specializzati, che permetta di stabilire con precisione se esiste questo rischio. Abbiamo chiesto di poter visionare la perizia. I collaudi, effettuati sia dopo la rescissione del contratto con il primo appaltatore che al termine dei lavori, non hanno evidenziato criticità». Una nuova complicazione, dunque, per la lunga vicenda della tenenza di Dueville, una storia infinita iniziata dodici anni fa.LA VICENDA. Risale infatti al luglio del 2005 la firma, da parte dei cinque Comuni, di un accordo per la realizzazione dell'opera, documento seguito nel 2007 dalla sottoscrizione di un protocollo d'intesa e dall'approvazione del progetto per la realizzazione della struttura, cofinanziata dalla Regione Veneto. Nel 2008 le prime difficoltà, con Costabissara che, all'epoca, decise di tirarsi indietro per alcuni problemi di bilancio. Nel 2010 poi l'amministrazione tornò sui suoi passi, accettando di aderire al progetto, pagando però la sua quota con qualche anno di ritardo. È il 2011 l'anno dell'inizio dei lavori, con la ditta "Elle Due Costruzioni srl" di Lamezia Terme ad aggiudicarsi l'appalto grazie ad un ribasso d'asta pari a quasi il 30 per cento su un importo, soggetto a ribasso, di circa 3 milioni e 100 mila euro. Risale invece alla fine del 2012 il sequestro di documentazione e computer da parte dei Ros di Padova, accompagnato dall'inchiesta della procura Antimafia di Venezia sui titolari dell'azienda lametina ritenuta già all'epoca in odore di legami con la 'Ndrangheta. Inoltre, a fine 2012, i giudici antimafia sospettarono che il cemento usato per la costruzione della tenenza fosse "depotenziato". L'EX SINDACO. Ma come commentò qualche mese più tardi l'allora sindaco Giuseppe Bertinazzi, «a proposito delle voci che correvano riguardo il cemento depotenziato o l'utilizzo di materiale non a norma, posso dire che sono frutto di fantasia o di fraintendimenti. Abbiamo provveduto a verificare e certificare calcestruzzo, acciaio e tutto ciò che è stato impiegato nella costruzione. La tenenza è totalmente a norma». NUOVO APPALTO. Lo stop ai lavori per le indagini, sommato ai ritardi accumulati dalla "Elle Due", spinsero i Comuni alla rescissione del contratto d'appalto con l'azienda di Lamezia Terme. Il lento avanzamento dell'opera, inoltre, rischiò di far perdere alle Amministrazioni Comunali i finanziamenti regionali. I lavori furono poi ultimati dalla "Pernechele Costruzioni srl" di Lusiana, alla quale i Comuni affidarono le opere. Dopo la cerimonia di taglio del nastro, che risale a marzo 2014, fu necessario attendere più di un anno per arrivare al momento dell'ingresso dei carabinieri nella struttura. Entro la fine del 2017 la tenenza raggiungerà la quota di personale militare previsto, ovvero 25 carabinieri.

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