Torcolato di Miotti e Leon di Masari: Vini d´eccellenza

LA GUIDA. Sono stati premiati i produttori di Breganze e Valdagno

Solo queste due etichette vicentine tra i vini migliori per “L´Espresso”

Se sono stati ben 19 i locali vicentini a classificarsi fra i primi 50 ristoranti del Veneto nella guida de L´Espresso, sono soltanto due invece i vini berici a meritare la segnalazione di “vini d´eccellenza” - titolo che va solo a 263 su 2.100 produttori selezionati - nella parallela guida “Vini d´Italia” diretta sempre da Enzo Vizzari e curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari. Oltre ovviamente alla qualità, la sensazione è che sia stata premiata - per entrambi 18 punti su 20 - per cosi dire la “veneticità”, cioè la tipicità delle uve e della produzione, i metodi artigianali e la cura secondo tradizione.
Il Leon, Durello in purezza di casa Masari, porta in etichetta il leone di San Marco, simbolo della regione e soprattutto nasce da un vitigno che più tipico non si può: «È un premio importante - commenta Arianna Tessari che assieme al marito Massimo Dal Lago, enologo, conduce con mano sicura l´azienda di Valdagno - per noi e per la durella, uva tipica che finalmente viene portata all´attenzione nazionale».
Circa quattromila le bottiglie di Leon prodotte ogni anno, da durella coltivata su terreni vulcanici e suoli calcarei nei cinque ettari che Massimo e Arianna hanno recuperato all´agricoltura dopo anni di abbandono, che si estendono sui due versanti della Valle dell´Agno. Affinamento in bottiglia, quindi, per 36 mesi sui propri lieviti.
Il Torcolato 2007 di Miotti, invece, storica azienda nella doc di Breganze, imbottigliato in luglio, riposa in vasche d´acciaio per sei lunghi anni: “Il Torcolato - spiega Franca, che conduce oggi la storica azienda di papà Firmino e mamma Pina - è il nostro cavallo di battaglia. È un vino che richiede pazienza e coraggio, frutto di lavoro artigianale e conoscenze tramandate da padre in figlio. La Guida dell´ Espresso premia la nostra produzione alla vecchia maniera: lungo appassimento, lunga concentrazione, riposo in vasche. La maggior parte dei produttori oggi usa barrique di acacia o rovere, materiale che va a ridurre o incrementare i profumi, li rende più omogenei, simili ad altri passiti. Il nostro Torcolato - 85% vespaiolo, 10% tocai nostrano, 5% pedevenda - con caratteristiche e sfumature più pronunciate si distingue e lo dimostra».

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