Ora la trippa secolare diventa De.Co.

DUEVILLE. Via libera del Consiglio comunale al disciplinare della pietanza risalente al 1889 celebrata nella fiera tra la fine di luglio e l'inizio di agosto
Piatto tradizionale dedicato a Sant'Anna mangiato dai contadini alle 7 del mattino con un calice di vino dopo aver concluso la contrattazione per il bestiame

Risale a tempi antichi la tradizione duevillese di assaporare un piatto di trippa accompagnata da un buon bicchiere di vino alle 7 di mattina in occasione della fiera di Sant'Anna. Un'usanza con oltre 100 anni di storia che ora il Comune ha deciso di ufficializzare istituendo la De.Co., Denominazione Comunale, per la trippa di Sant'Anna. «La trippa è un piatto molto diffuso in Italia», spiega Luciano Ventagli, storico locale che ha effettuato diverse ricerche sulla pietanza. «Una variante molto nota è quella alla milanese, detta anche "busecca", che ha donato il proprio nome a una località del territorio duevillese: a sud del centro c'è via Busecca, così denominata per la presenza di una storica osteria dove si poteva gustare il caratteristico piatto. Nelle nostre zone, dunque, la trippa è sempre stata una portata tipica che in passato veniva servita nei mercati agricoli dove erano contrattati i prodotti della terra o gli animali e rappresentava il pasto da consumare per siglare la conclusione di ogni affare». A Dueville la migliore occasione, per scambi e vendite, era la fiera franca di Sant'Anna che tradizionalmente si svolge dopo il 26 luglio, giorno dedicato alla Santa. «Allevatori e agricoltori contrattavano dalle prime ore del mattino, anche per evitare che gli animali soffrissero il caldo estivo. Già dalle 7, quindi, gustavano la trippa per suggellare gli accordi: nello stesso orario, oggi, sono molte le persone che giungono in centro per assaporare il piatto. Le ricerche hanno trovato tracce di questa tradizione dal 1889: ogni osteria duevillese proponeva la propria trippa. Le testimonianze confermano che la ricetta della signora Assunta Brotto del Caffè Rosso, vicino alla stazione dei treni, era probabilmente la più apprezzata». L'amministrazione comunale ha quindi deciso di recuperare questa ricetta per la De.Co. «Il marchio "Trippa di sant'Anna De.Co." potrà essere utilizzato esclusivamente dai soggetti autorizzati dal Comune», spiega l'assessore alla cultura Marisa Binotto. «Valorizziamo il piatto e la consuetudine fortemente radicata in paese di consumare la trippa in occasione della fiera: l'adozione di un disciplinare composto da otto articoli costituisce una sorta di "carta d'identità" del piatto che ci permetterà di conservare una tradizione con oltre 120 anni di storia». La Pro loco cucina ogni anno il piatto. «Diffonderemo questa variante della ricetta, che non è proposta da qualche anno, con il coinvolgimento dei locali del centro», conclude il presidente Simone Fiorentin.

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