Operai in strada contro la chiusura di una sede Askoll

Ieri corteo sulla Marosticana

Si ferma lo stabilimento di Asti L´azienda: «È crisi nel settore»

Un centinaio di dipendenti piemontesi dell´Askoll hanno invaso ieri mattina la provinciale Marosticana, mandando in tilt il traffico per quasi un´ora. I lavoratori sono arrivati a Dueville per protestare contro la chiusura dello stabilimento dei Castell´Alfero, in provincia di Asti, che dà lavoro a 224 persone. Per loro si aprirà la procedura di mobilità il prossimo 7 giugno. Partito da piazza Monza intorno alle 11, il corteo ha sfilato fino alla sede della Askoll Holding a Povolaro dove ad attenderlo era presenta una delegazione di colleghi vicentini. «Siamo qui per esprimere non solo solidarietà ai nostri amici piemontesi – hanno spiegato gli operai della Askoll Due – ma anche preoccupazione per il nostro futuro».
«Se la proprietà avesse rinviato la chiusura di un anno – ha precisato Silvano Uppo della Uilm Uil di Asti – avremmo potuto usufruire degli ammortizzatori sociali, invece così gli oltre 200 lavoratori tra tre mesi verranno messi in mobilità. Noi cercheremo di portare avanti una trattativa per riuscire a garantire ancora una parte della produzione a Castell´Alfero».
Sintetica la replica dell´azienda: «La questione piemontese verrà affrontata con i sindacati nelle sedi opportune», ha affermato Massimo Furlan, direttore della comunicazione di Askoll, che pochi giorni fa aveva spiegato come la crisi nel settore dell´elettrodomestico avesse investito molti clienti del gruppo, portando ad un inevitabile calo di produzione nello stabilimento piemontese. A.D.I.

Tagged under: protesta askoll

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.