Non ci fu abuso d'ufficio sul market

DUEVILLE. L'amministrazione comunale era stata chiamata in causa da un esposto che l'accusava di aver favorito l'apertura di un supermercato

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'archiviazione su richiesta del pubblico ministero
perché il fatto non sussiste e ha chiuso la vicenda

Le indagini hanno confermato che non c'è stato abuso di ufficio nel rilascio del permesso di costruire l'Alìper inaugurato un anno fa in via Valdastico. A testimoniarlo è il decreto di archiviazione firmato dal gip del tribunale di Vicenza su richiesta del pubblico ministero. L'analisi della consulenza tecnica che è andata a ricostruire l'iter amministrativo inerente alla realizzazione della media distribuzione di vendita, ha portato il pm a confermare l'infondatezza della notizia di reato, perché «il fatto non sussiste».

Ad accendere i motori dell'inchiesta l'esposto presentato nel marzo 2014 da Mario Cestaro, il legale rappresentante della società Unicomm. Il noto imprenditore sosteneva che il Comune di Dueville - guidato all'epoca dal sindaco Giuseppe Bertinazzi, che aveva ribadito con forza la regolarità dell'iter amministrativo - avrebbe violato norme urbanistiche e commerciali in favore di Alì.«La tesi di Unicomm era che gli atti e i provvedimenti perseguissero un disegno criminoso, ovvero l'abuso d'ufficio finalizzato a favorire un soggetto privato a danno di altri», spiega l'avv. Gianluca Ghirigatto, legale del Comune. «La conclusione del pm, invece, è che non sussista alcun abuso d'ufficio e che gli atti approvati dal Comune dal 2006 si siano caratterizzati per assoluta trasparenza e si siano ispirati unicamente al perseguimento dell'interesse pubblico con la realizzazione della nuova scuola elementare. Oltre al completamento del piano urbanistico dell'area vicino al casello autostradale e all'aumento dei livelli occupazionali». Effettivamente nelle conclusioni della consulenza tecnica è evidenziato che "l'intera vicenda risulta gestita da parte del Comune con la dovuta linearità e trasparenza" e che l'obbiettivo primario "è stato quello di poter disporre, il prima possibile, della nuova scuola di Povolaro in sostituzione di un vecchio edificio scolastico, ormai non più adeguato alle attuali esigenze e standard di fruibilità". Il documento indica inoltre che ci sarebbe stata "una buona proporzionalità tra l'interesse pubblico e quello dell'imprenditore privato". Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Giusy Armiletti. «Sia l'attuale che la precedente amministrazione non possono che essere soddisfatte. Abbiamo avuto la conferma della correttezza del nostro operato. Tutto ciò ha portato alla realizzazione delle nuove elementari di Povolaro come oneri perequativi». Se sul versante penale la vicenda è risolta, su quello amministrativo non è ancora andato in scena l'atto conclusivo. Infatti, con due ricorsi al Tar, Unicomm ha impugnato l'autorizzazione commerciale e gli atti relativi alle strutture di vendita del settore alimentare e inoltre la variante con cui il Comune ha eliminato il limite di mille metri quadrati nel settore non alimentare.Ieri è stato sentito l'ufficio legale di Unicomm per avere una dichiarazione sulla vicenda, ma è stato preferito il silenzio.

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