«Nessun abuso Operazioni legali contro lo spaccio»

DUEVILLE. La difesa dei carabinieri a processo

I militari chiedono l'assoluzione dalle pesanti accuse della procura

«Quelle tre operazioni antidroga erano legali. Sono stati arrestati degli spacciatori che prima e dopo hanno sempre avuto guai con la legge. Le accuse che arrivano da loro sono strumentali; i carabinieri non hanno commesso nè violazioni nè forzature, tanto che tutte le loro numerose operazioni sono state convalidate non solo dai loro superiori, ma anche dalla magistratura».Ieri è stato il giorno, in tribunale, delle difese. Qualche settimana fa il pubblico ministero Salvadori aveva chiesto complessivamente 26 anni di carcere a carico di 6 militari, all'epoca dei fatti - il 2011 - in servizio alla stazione di Dueville, ritenendoli responsabili di una lunga sfilza di accuse: concussione, concorso in spaccio, peculato, falso e sostituzione di persona. Si tratta dei marescialli Francesco Franzese, Paolo Speciale e Giuliano Forlano (all'epoca comandante), dei carabinieri scelti Angelo Landolfa e Antonio Laricchia e dell'appuntato scelto Vincenzo Abram. La procura ha chiesto la condanna anche di tre civili, accusati di aver avuto un ruolo nello spaccio: si tratta di Abdelilah Aouinati, Matteo Segato, e Dusko Paic, 25.Davanti al collegio presieduto da De Stefano (giudici Garbo e Taschin), le difese hanno parlato per molte ore, ieri; la sentenza è attesa prima di Natale.I legali degli imputati - fra cui Andrea Balbo, Nicola Guerra, Francesco Rucco, Gaetano Franzese, Marta Rossi, Lucia Maron, Gianluca Alifuoco, Rachele Nicolin e Roberto Rigoni Stern - hanno sostenuto come le operazioni fossero lecite, senza forzature. «Sono stati usati degli informatori e, attestata la veridicità di quello che dicevano, si è proceduto con le indagini», hanno spiegato, sottolineando anche che in un caso manca la prova che la sostanza trovata fosse droga. «I carabinieri, che hanno lavorato fuori servizio, senza straordinari e spesso con le loro vetture, non hanno ottenuto vantaggi, e non hanno provocato danni a nessuno. I loro superiori non li hanno mai sospesi dal servizio, nonostante le gravi accuse». La Corte d'Appello qualche mese fa ha assolto dalle medesime accuse alcuni colleghi. «L'unica leggerezza? Un telefono non intestato a loro».

Tagged under: processo carabinieri

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.