«Nel mare nostrum la storia dell'uomo»

Lettere al giornale

Se prendiamo i riferimenti evangelici di Yeshoua in rapporto al mare (per il nazzareno, il mare di Galilea) vien subito da dire "Gesù marinaio". Bello vero? Questa sua identità d'uomo d'acqua è poco conosciuta e sottovalutata malgrado i vangeli lo affermino chiaramente, in particolare Marco il quale elegge il mare a rifugio di Cristo. Nel vangelo più breve infatti sta scritto: "Gesù si ritirò con i suoi verso il mare"... "ed egli diceva ai suoi di preparargli una barca"... "venite voi soli in un luogo solitario ed essi partirono da soli su una barca"... "sulla terraferma, per lui non c'è nessun luogo solitario"... "privatamente, spiegava ai discepoli, significa in mare"... "andiamo ad altra riva"... "e nel corso della tempesta sedata dove egli a poppa dormiva, poi disse: perché avete paura?"... "chi e costui che anche tempesta e mare gli obbediscono?" E mai come in questi tempi il riferimento è pertinente: c'è il Mediterraneo, il mare nostrum, il nostro mare (non possessivo ma di identità), ci sono i barconi, i migranti, ci sono persone che come Gesù prendono il largo per scappare. Dicono i Vangeli che anche Gesù scappasse dalle folle, dalla ressa, dalle masse che lo osannavano. Oggi noi diciamo che i migranti scappano dalla guerra, dalle ingiustizie o "semplicemente" attraversano il mare per un lavoro dignitoso (o no) o per un semplice boccone di pane (migliore). Comunque scappano. Come Gesù. Sì, Gesù non solo marinaio ma anche forestiero, migrante, extracomunitario. Grande l'evangelion, più moderno dei moderni, più moderno di noi, all'avanguardia. (Quasi) tutto lì è dichiarato. Li c'è già tutta la storia dell'uomo. Grazie allo scrittore S. Veronesi (laico, non credente ma non ateo) nel suo penultimo magistrale "racconto romanzato sapienziale", anche monologo teatrale, dal titolo "Non dirlo", è stata coniata questa semplice, vera e adeguata espressione: "Gesù marinaio". Mai (?) nessuno l'aveva detto. Anche la letteratura (quella non grigia) aiuta a comprendere meglio il Figlio dell'uomo. Ecce homo! Uomo d'acqua.

Sergio Benetti

Dueville

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