Morto per la buca - «Condannate i tre dirigenti Amcps»

LA TRAGEDIA. Il giovane cadde dallo scooter

La procura chiede 4 mesi ciascuno per l'omicidio colposo del 2010

Quattro mesi di reclusione ciascuno. È la richiesta di condanna avanzata ieri mattina dalla procura, con il pubblico ministero onorario Ghirini, nel processo per la morte di Matteo Dall'Osto, il giovane di 18 anni di Dueville che il primo maggio del 2010 perse il controllo del suo scooter dopo essere finito in una buca sull'asfalto. Imputati sono tre dirigenti ed ex funzionari di Aim Amcps.Un anno fa, i famigliari della vittima avevano ritirato la costituzione di parte civile dopo essere stati risarciti da Aim. Il processo, per omicidio colposo, è proseguito per l'ingegner Massimo Dalle Ave, 46 anni, residente in città in strada Bertesinella, funzionario di Amcps (direttore dei lavori); per il ragionier Gianfranco Ledda, 68 anni, anche lui residente in città, in via Orlando, già direttore di Amcps, responsabile del procedimento (entrambi gli imputati sono difesi dagli avv. Giovanni e Giulio Manfredini); e infine per il geometra Paolo Vialetto, 48 anni, residente in città in via Lago Maggiore, e assistito dall'avv. Lino Roetta (assistente ai lavori). La loro colpa, secondo la procura, è stata quella di aver «omesso di controllare e di far controllare che i lavori effettuati nel settembre 2008 su strada Marosticana fossero eseguiti a regola d'arte e di provvedere con celerità alla copertura di un'ampia buca». Ancora, non avrebbero chiuso i lavori dopo un adeguato controllo, e non avrebbero chiesto il collaudo dei lavori al Comune. Lo sfortunato Dall'Osto si trovò davanti la buca, non segnalata.Le difese dei tre imputati hanno sempre rimarcato che a loro nessuno aveva segnalato il problema, e che è impossibile controllare palmo a palmo 600 chilometri di strade, con il ruolo che rivestivano all'epoca. La sentenza è attesa fra un paio di mesi.La drammatica vicenda è nota, con la procura che aveva chiesto per tre volte l'archiviazione dell'inchiesta. E solo al termine di un'udienza preliminare durata anni, nel settembre 2014 il giudice, dopo perizie e consulenze, aveva ordinato il processo per tre degli imputati.

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