Morto dopo lo schianto - Automobilista a giudizio

DUEVILLE. Nel tragico incidente perse la vita il 43enne Simone Franchin

L'imputato non avrebbe rispettato l'obbligo di girare provocando una turbativa per il motociclista

Secondo la procura l'incidente che l'8 febbraio di quattro anni fa provocò la morte di Simone Franchin, 43 anni motociclista di Grisignano, è stato causato da una manovra azzardata eseguita da Roberto Lisa, 46 anni, residente a Torino. L'altro giorno l'automobilista è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di omicidio colposo, dal giudice per l'udienza preliminare, Barbara Maria Trenti e dovrà presentarsi in aula il 9 gennaio del prossimo anno.Per il pubblico ministero Antonino Cappelleri, Lisa (difeso dagli avvocati Kira Vittone e Giancarlo Carletti) mentre stava percorrendo via dell'Artigianato, in località Povolaro, arrivato all'intersezione con la "Marosticana" si sarebbe immesso sulla strada non rispettando la segnaletica (che vietava la svolta a sinistra) e in ogni caso senza dare la precedenza alla Suzuki DR 650 condotta da Franchin, che, in base a quanto emerso dall'inchiesta, sarebbe andata a una velocità superiore al limite dei 50 chilometri orari previsti lungo quel tratto.A causa della manovra dell'auto, un'Alfa Romeo "Giulietta", la vittima, dopo avere disperatamente cercato di frenare, alla fine ha comunque perso il controllo della sua moto andando a schiantarsi contro un palo della luce sistemato a bordo strada.L'impatto fu violentissimo e Simone Franchin, padre di due figli, morì praticamente sul colpo. Furono infatti inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei medici e degli infermieri del Suem 118 intervenuti sul luogo del sinistro una manciata di minuti dopo avere ricevuto la chiamata di soccorso.

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