Morto Bruno, segnato dal lager

Era stato deportato in un campo di lavoro austriaco quando aveva 16 anni

È morto Bruno Stedile, ex deportato nel ´43 in un campo di lavoro nell´Austria nazista. L´uomo, da sempre residente a Vivaro, è mancato all´età di 87 anni dopo esser stato colpito da un ictus.

«Mio zio parlava sempre di quegli 11 mesi passati a segare e abbattere alberi per i nazisti», racconta il nipote Antonio Stedile. «Ricordava il freddo che gli fece cadere le unghie dei piedi e delle mani, le bucce di patate che rappresentavano il suo unico alimento, la fuga all´arrivo degli americani e il rientro a casa nel ´44, dopo 11 mesi terribili». Stedile era stato rastrellato quando poco più che sedicenne si stava facendo un bagno nel Timonchio, nell´estate del 1943 in concomitanza della sagra di Sant´Anna in paese. «I tedeschi lo presero e lo portarono in Austria. Voleva trasmettere la brutta esperienza da lui vissuta alle nuove generazioni, proprio per evitare che gli errori della storia venissero ripetuti. Lui è scampato alla morte per un pelo: tornato a Vivaro, era magrissimo e molto debole, segnato da quel duro anno. C´è voluto un po´ di tempo prima che riuscisse a tornare in forze». I funerali dell´anziano, sposato con Caterina Munaretto e senza figli, sono stati celebrati ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale della frazione di Dueville. «Era molto socievole, sempre sorridente e ben voluto. Non era certo una persona cupa, anzi era molto solare e disposto a scambiare una parola con chiunque», conclude il nipote. Tornato in Italia dopo la deportazione ha lavorato per molti anni nei campi di famiglia e poi negli anni ´70 è diventato operaio in una ditta di Costabissara.

bruno stedile

Tagged under: Stedile

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.