Mary, staffetta a 104 anni «Resistete ai sacrifici»

IL PERSONAGGIO. Oggi la portaordini delle brigate antifasciste festeggia il compleanno

Medaglia al valor civile, la sorella del partigiano Rinaldo Arnaldi invita i giovani a dare un senso alle proprie aspirazioni e a non smettere di sognare

Ha resistito alle crudeltà della guerra, ai nazisti e ai fascisti. Ora resiste con lucidità agli anni che inesorabili scorrono. Oggi Mary Arnaldi, una delle ultime staffette partigiane ancora in vita, compie 104 anni. Medaglia di bronzo per il suo impegno nella Resistenza e sorella del Giusto tra le Nazioni Rinaldo Arnaldi, partigiano medaglia d'oro che salvò dalle deportazioni molti ebrei rifugiati nel vicentino. Mary vive ancora nella casa di famiglia dove negli anni ha accolto generazioni di giovani studenti per raccontare cos'abbia rappresentato la sua Resistenza e come oggi si possa "resistere" ad una società sempre più in crisi di ideali e valori.«La Resistenza di oggi è fatta di sacrifici, di impegno nel cercare di dare un senso alle proprie aspirazioni, anche se il futuro appare incerto», dice Mary con un filo di voce. «Non bisogna dimenticare i valori della vita e gli ideali di libertà. Ai ragazzi ho sempre detto di imparare a dare valore alla vita. Potrà sembrare faticoso, ma solo così saranno in grado di fare il bene degli altri». Gli occhi di Mary sono attenti e viaggiano nel tumultuoso fiume di ricordi generato da più di un secolo di vita. I segni del tempo le impediscono di parlare fluidamente, ma i concetti che sono stati forti nella sua vita arrivano fermamente e con nitidezza alle orecchie di chi la ascolta. Valori come la famiglia con i nomi del padre Giustino e dei fratelli Loris e Tom, pronunciati senza esitazioni, o come la frase divenuta nel tempo una sorta di mantra per l'anziana duevillese.«Ho sempre cercato di fare del bene, anche quando la strada era faticosa da percorrere». Nonostante i 104 anni d'età Mary non ha perso la fierezza che traspare da quella foto scattata nel 1948 quando è stata decorata con la medaglia di bronzo per la partecipazione alla Resistenza. «Mi ricordo i nomi e le facce di tutti quelli che ho portato con me nelle fughe verso la Svizzera. Se avevo paura quando ero staffetta partigiana? Ne avevo certo, ma non abbastanza per farmi rinunciare a quello che volevo fare», afferma convinta. In guerra Mary fu la prima collaboratrice del fratello Rinaldo e assieme a lui si pose sotto la guida di Giacomo Chilesotti. Negli anni l'ultracentenaria si è sempre prodigata per portare avanti i valori che l'hanno spinta a prendere parte alla lotta di liberazione durante la seconda guerra mondiale. La duevillese, infatti, è stata una delle fondatrici dell'associazione Volontari della Libertà di Vicenza. «I giovani per fortuna non conoscono la guerra e spero che non debbano mai assistere a quello che ho visto io», aggiunge. Come ogni anno saranno molti i duevillesi che oggi passeranno per via Arnaldi a fare gli auguri a Mary, quasi fosse un modo per onorare ciò che ha fatto. «Quando ripenso alla mia vita - conclude - provo malinconia perché ormai non posso più uscire di casa efatico a parlare, ma spero che ciò che ho fatto possa essere d'esempio. Questo mi ripagherebbe più di ogni medaglia».

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