Marioni un trionfo rosa shocking

MEMORIAL DALLA CHIESA. Impresa dell'amazzone dell'Askoll inn un gran premio deciso nel barrage dul filo dei secondi

Ha vinto il master d'Italia: nessuna donna c'era riuscita prima. Superati i cugini Chimirri.

Nessuna donna era mai riuscita prima a vincere il Master d'Italia, il memorial Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un'altra grande impresa nella sua già più che brillante carriera l'ha firmata Alessia Marioni. L'amazzone di Dueville ha messo la sua firma sull'albo d'oro del prestigioso concorso bolognese di San Lazzaro di Savena giunto alla ventiquattresima edizione.Sul campo di gara del Gese, Alessia ha sbaragliato la pur illustre concorrenza maschile in sella a Ginger trionfando nel gran premio fra lo stupore generale.Un gran premio a dir poco appassionante deciso nel barrage sul filo dei secondi.È stata una lotta a tre fra Alessia Marioni e i cugini Chimirri, Vincenzo, il "vicentino" e Bruno.In sella a Gayatri van het Welthof, Vincenzo ha chiuso al terzo posto con un doppio netto e 43 secondi e 78Centesimi nel barrage. Meglio di lui ha fatto il cugino Bruno, con Tower Mouche, capace di fermare il cronometro sui 42"74.Consapevole di dover disputare una manche perfetta, Alessia Marioni è partita concentratissima e particolarmente decisa nel barrage. Chiedendo il massimo al suo Ginger, l'amazzone della scuderia Askoll di Monteviale ha rischiato il tutto per tutto riuscendo a demolire il tempo dei Chimirri e facendo segnare un incredibile 41"37. Per quel che riguarda il resto della graduatoria, all quarto posto è giunto Mauro Matteucci su Teun (43"78) e poi al quinto Arnaldo Bologni su Quiddich de la Chavee (45"88), al sesto Alberto Boscarato su Urbino delle Roane (49"22) tutti con un doppio zero, seguiti al settimo posto da Francesca Ciriesi su Call Me Spock (0/4), e quindi Mirco Casadei su Flickfox (0/4) e Julian Alberto Suarez su Coco Cartier (0/4).Come sempre significativa e particolarmente toccante la premiazione alla presenza dei familiari di Carlo Alberto Dalla Chiesa nel ricordo incancellabile del generale ucciso a Palermo dalla mafia nel 1983 con la moglie Emanuela Setti Carrari e l'agente Domenico Russo.

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