MANCINI, CHE VITA DIFFICILE: MA ORA HANNO UN CLUB

LA CURIOSITÀ. Domani è la giornata internazionale dedicata a loro

Il sodalizio intitolato ironicamente a Muzio Scevola s´inaugura domani a Caldogno. L´idea è di Sergio Boschetto, già creatore del premio “Bastian Contrario”

È una vita complicata. Non è più quell´inferno d´un tempo, quando ai mancini a scuola era legata la mano dietro la schiena (o al banco) per obbligarli a scrivere con la destra. Però provate, se siete mancini, a usare un paio di forbici che non siano state pensate per voi. Oppure a utilizzare un normale ferro da stiro: una missione impossibile che neanche Tom Cruise. Il pelapatate, poi, diventa uno strumento di tortura. Il cavatappi è un ostacolo insormontabile, come l´apriscatole. Non parliamo della scrittura: a loro verrebbe naturale scrivere come Leonardo (che appunto era mancino) cioé da destra a sinistra e con caratteri “a specchio”. Invece devono posizionare i quaderni di sghembo o addirittura verticali per rispettare il verso destroso delle parole. Naturalmente la stilografica è assolutamente vietata, pena ritrovarsi la mano macchiata d´inchiostro. Per celebrare i mancini (in Italia rappresentano un quarto della popolazione) domani è indetta la Giornata Internazionale dedicata a loro. I mancini illustri nella storia sono moltissimi: condottieri come Giulio Cesare e Napoleone; scienziati come Marie Curie e Albert Einstein; artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo; musicisti come Jimi Hendrix e Paul Mc Cartney; e anche Charlie Chaplin, che suonava il violino. (A proposito di difficoltà: i mancini devono anche invertire l´ordine delle corde nello strumento). Giusto domani sera a Caldogno Sergio Boschetto, al suo ristorante “Molin Vecio” inaugura il club dedicato ai mancini. L´ha intitolato ironicamente a Muzio Scevola, il romano che - secondo la leggenda - voleva uccidere il re etrusco invasore Porsenna, ma sbagliò persona e per punirsi bruciò la sua mano destra sul braciere. L´idea del club per mancini è venuta a Boschetto perché vive da vicino questa realtà, con la moglie Leda e la figlia Ilaria mancine. Così ha organizzato la serata in cui anche i tavoli saranno apparecchiati al contrario e sarà servita la Tarte-Tatin, che è appunto una “torta rovescia”: le mele sono adagiate sul fondo caramellato e la pasta è distesa in alto; una volta cotta, la torta è rovesciata e servita. Per la serata, l´artista Galliano Rosset ha prodotto una litografia che riassume storie, leggende e personaggi mancini.
Boschetto non è nuovo a iniziative di questo genere: dal 1990 al 2000 nel suo locale organizzò il “Premio Bastian Contrario” dedicato a chi amava andare controcorrente, e credeva in idee anticipatrici che poi si dimostrarono giuste.
Muzio Scevola, così come Orazio Coclite e Clelia sono figure leggendarie, mai esistite, create ad arte dagli storici romani Tito Livio prima ed anche Tacito poi, per nascondere la disfatta romana contro gli etruschi del lauchme Lars Pursenas. La leggenda racconta che Porsenna, impressionato dal coraggio di Muzio, abbandonò l´assedio. Il romano, infatti, gli spiegò che lui aveva fallito la missione ma c´erano altri 299 giovani pronti a ritentare l´assassinio.
In realtà oggi tutti gli storiografi sono concordi nell´affermare che Pursenas intervenne su richiesta di Tarquinio “il superbo”, conquistò la città di Roma e sottomise i romani. Tuttavia non riconsegnò la città a Tarquinio, bensì preferì gestirla lui, non con il pugno di ferro, ma piuttosto con la visione illuminata tipica dei lauchme del nord-Etruria.
Roma, pertanto poté mantenere il suo ordinamento repubblicano, ottenere la liberazione degli ostaggi e di alcuni luoghi precedentemente presidiati dagli etruschi, anche se dovette pagare per molti anni le decime a Pursenas.
Oltretutto i medici ricordano che una pena come quella autoinflittasi da Muzio, il cuo vero nome era Muzio Cordo, provoca una morte per infarto, tale è il dolore che si prova.

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