Mamma malata, ferie in dono «Affetto e generosità infiniti»

LA STORIA. I familiari della donna di Longare inferma da 9 mesi ringraziano i colleghi di Unicomm

«Così Stefania può proseguire con serenità la sua lunga riabilitazione»

«Un atto di generosità infinito. Non riusciamo a trovare le parole per ringraziare quanti si sono stretti attorno a Stefania. Non potendolo fare personalmente con ognuno abbiamo pensato di affidarci alle pagine del Giornale di Vicenza per dire mille volte grazie per questa grande testimonianza di affetto». A parlare sono il marito Luigi Cardellino, con i genitori Mario Bertoldo e Livia Pellizzari e la sorella Romina, che hanno deciso di manifestare pubblicamente la loro riconoscenza. Il gesto d'amore riservato a Stefania è un anno e mezzo di ferie offerto dai colleghi di lavoro della Unicomm di Dueville, dove lavorava nell'ufficio acquisti, perché possa proseguire con la massima serenità il percorso di riabilitazione che l'aspetta.Stefania, 42 anni, mamma di un bimbo di 5 anni e di una femminuccia di 8, e lo scorso giugno per un'anomalia vascolare s'è sentita male in casa ed è svenuta. Un evento che ha stravolto la sua vita ma anche quella di chi le sta accanto. «Fortunatamente - ricorda papà Mario - era in compagnia di un'amica che l'ha presa al volo evitando che cadesse rovinosamente ed ha subito chiamato i soccorsi. La tempestività del loro intervento è stata fondamentale». Portata al San Bortolo la giovane mamma ha subito un delicato intervento chirurgico, perfettamente riuscito, da parte dell'equipe di neurochirurgia. Poi è iniziato un lento percorso di recupero, che ha già dato buoni risultati. Stefania ha riacquistato indipendenza nella mobilità. Rientrata a casa venerdì scorso dopo nove mesi trascorsi tra rianimazione prima, reparto in ospedale e rieducazione a Villa Margherita, ora ha tanta voglia di uscire, e con mamma le piace andare a fare la spesa o fare acquisti. Tornare alla normalità. Ora sta lavorando con una logopedista ed il percorso che l'attende è ancora lungo ed articolato.«Ecco perché - proseguono i famigliari - siamo così contenti. Quando una sua collega nei giorni scorsi ci ha chiamato non riuscivamo a crederci». Un regalo speciale, offerto da 173 colleghi che hanno deciso di unire le forze e di donarle un giorno di ferie ciascuno, visto che aveva esaurito i sei mesi di malattia e le ferie arretrate ed ora l'attendeva l'aspettativa per malattia: avrebbe perso stipendio e contributi. Ora invece può contare su 2.272 ore di congedo retribuito, pari a un anno e mezzo per chi ha un contratto part-time come il suo. «È il nostro modo di esprimerle una vicinanza concreta», hanno spiegato i colleghi.Sorpresi, stupiti, commossi. Stefania ed i famigliari non riescono a trovare l'aggettivo giusto per tanta vicinanza e affetto. «Anche in paese, a Longare - sottolinea mamma Livia - abbiamo avuto numerose testimonianze, anche quella di gruppi di preghiera spontanei». «Sono orgoglioso - ha dichiarato il sindaco di Longare Gaetano Fontana - di rappresentare una comunità con questi valori». Stefania ora trascorre le giornate nella casa dei genitori a Longare, ma alla sera rientra nella sua abitazione in collina con il marito ed i figli. Una distanza che a breve sarà eliminata. «Con un ulteriore sacrificio è stata acquistata la casa confinante alla nostra - concludono i genitori - e ora la stiamo ristrutturando». Un modo per far restare Stefania a stretto contatto con le persone che la stanno supportando.

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