Mamma e figlioletto salvati dal rogo

Incendio ieri pomeriggio nell´abitazione del custode dell´azienda “Esse Solai”. L´edificio a causa delle fiamme è adesso inagibile

La donna, incinta, è stata portata fuori dal marito che è riuscito a prendere anche il bimbo nella stanza invasa dal fuoco

Se non c´è scappato il morto è stato grazie alla prontezza di spirito di un marito e padre. Sono stati minuti drammatici ieri pomeriggio a Dueville, dove una giovane madre incinta e il figlioletto di 2 anni hanno rischiato di morire bruciati nell´incendio della loro abitazione.
Il fuoco è divampato all´improvviso, avvolgendo in pochi minuti il salotto e poi l´intero alloggio, al cui interno si trovavano la mamma e il bimbo.
A salvarli, evitando il peggio, il marito e i colleghi operai dell´azienda “Esse solai” di strada delle Fornaci 13, a Vivaro di Dueville, nella campagna a pochi passi da Vicenza e Cresole. Erano da poco passate le 15 quando, all´interno della casa del custode e dipendente della ditta, Bontayab Elkebir, è scaturito il principio di incendio. In casa, in quel momento, si trovavano la giovane moglie e il figlio piccolo: la donna avrebbe avvertito un forte odore di bruciato per poi accorgersi che da un caricabatterie del telefono cellulare, attaccato ad una presa dietro al divano del salotto, avevano cominciato a levarsi le fiamme.
Questione di attimi e il rogo si è esteso al divano e ai mobili della stanza, riempendo velocemente di fumo tutti i locali.
La donna è allora riparata sul balcone con il figlio, mettendosi ad urlare per attirare l´attenzione del marito, in quel momento a lavoro nei capannoni attigui all´abitazione e degli altri operai.
«Stavo lavorando in azienda come ogni giorno quando all´improvviso, mentre mi stavo spostando da uno stabilimento all´altro, ho sentito mia moglie che chiedeva aiuto», racconta Elkebir, impiegato nella ditta che produce solai e coperture prefabbricate dal 1997.
Spaventato dalle urla, l´uomo è corso verso casa, accorgendosi subito del fumo denso e nero che si levava dall´edificio.
A quel punto, aiutato dai colleghi, il nordafricano è corso su per le scale, portando in salvo al piano terra la moglie e il figlio.
Gli altri dipendenti, con gli estintori in dotazione alla fabbrica, avevano intanto già provveduto a sedare almeno in parte le fiamme, che non si sono così propagate ai capannoni, scongiurando quello che poteva essere un vero e proprio disastro.
Nell´incendio, domato dai vigili del fuoco di Vicenza, che sono intervenuti con tempestività, la donna e il bambino non hanno riportato fortunatamente lesioni o sintomi da intossicazione, ma la casa, completamente distrutta dalle fiamme e dal fumo, è stata dichiarata inagibile.
«Immagino che dovremo andare a dormire da qualche altra parte per questa notte», mormora Elkebir mentre carica in auto qualche vestito e pochi oggetti personali.
Un cortocircuito dovuto al caricabatteria difettoso, questa secondo i vigili del fuoco la causa più probabile del rogo,che poi ha avvolto il divano e i mobili.
Oltre che alle fiamme i danni sono stati causati dal fumo.

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